Cercate un cane? Con 'Bon dog' l'adozione è un gioco da ragazzi

A Japigia, presso il canile gestito dalla M.A.P.I.A., l'associazione 'Yes we cane' ha lanciato un progetto, chiamato 'Bon dog', per affiancare gli utenti nella scelta del cane ideale per l'adozione

Se scelto con cura, un cane si rivelerà un ideale e fedele compagno di vita a lungo termine. Non capita di rado, però, che degli errori in fase di 'scelta' e le difficoltà nell'educazione dell'animale possano portare alla deprecabile pratica dell'abbandono per via della superficialità del padrone in fase di selezione o a causa della difficoltà di apprendimento educativo da parte del quattro zampe, magari dettato da caratteristiche peculiari indipendenti dall'animale come, ad esempio, la razza.

L'adozione di un cane, quindi, può rivelarsi non del tutto scontata. A tal proposito, decisamente interessante è l'iniziativa avviata dall'associazione animalista 'Yes we cane': questa associazione, infatti, operante a braccetto con la M.A.P.I.A. nel canile di Bari Japigia, ha da poco iniziato un percorso che permette di affiancare un professionista alle persone comuni nella scelta del cane ideale per l'adozione. Al fine di comprendere meglio nel dettaglio tale progetto, chiamato 'Bon dog', ci siamo avvalsi dell'aiuto di Luigi Menichini, vicepresidente della suddetta associazione. A lui abbiamo chiesto di illustrarci caratteristiche e modalità d'opera di 'Bon dog' non prima, però, di aver avuto ragguagli sull'associazione stessa: "'Yes we cane' è un associazione onlus, quindi non a scopo di lucro, che si occupa di volontariato e azioni sociali nell'ambito degli animali. Operiamo prevalentemente nel canile di Japigia, gestito dalla M.A.P.I.A., visto che è numericamente consistente. Quello che facciamo è portare assistenza e, possibilmente, 'gioia' all'interno dei rifugi che, ci tengo a precisarlo, non sono dei 'lager' come spesso risultano nell'immaginario comune. Qui, infatti, i cani vengono trattati benissimo e, pur essendo a favore dell'adozione in quanto riteniamo i cani degli animali sociali, possiamo dire che la loro vita è confortevole".

Menichini, quindi, passa a illustrarci il progetto 'Bon dog': "Il processo di adozione canonico in Italia non è, a mio avviso, ben articolato: attualmente, infatti, per adottare un cane la normativa prevede che una persona si rechi nella struttura, scelga il cane con il relativo numero di microchip, comunichi il tutto alla Asl di appartenenza e poi torni a prendere il cane scelto. Questa metodologia ha, a nostro avviso, una mancanza, ossia la facoltà del futuro proprietario di conoscere il suo 'adottato'. Molto spesso, in pratica, il processo di 'selezione' del cane da parte di chi ne fa richiesta avviene in base a criteri relativi al primo impatto come, ad esempio, il fatto che sia cucciolo. Dopo una settimana, però, capita che quella persona torni al rifugio perchè vuole riportare il cane, reo di non essere mansueto o obbediente. E questo, ovviamente, non è possibile".

"Qui entriamo in gioco noi con 'Bon dog, progetto che abbiamo avviato da circa una settimana e che vede una collaborazione 'triangolare': fondamentale, infatti, è il lavoro sia della M.A.P.I.A, che ci offre le aree e il personale, sia di Domenico Dinardo, gestore del Bari Agility Club e educatore riconosciuto AIA(Associazione Italiana Agility). Con 'Bon dog', ideazione che stiamo attuando per primi nella nostra regione, abbiamo un obiettivo primario: promuovere le adozioni di cani spesso 'snobbati' nella scelta ossia quelli di taglia grande e quelli più grandi d'età. Spesso, infatti, i cuccioli vengono scelti di primo acchito dalla gente, salvo poi creare difficoltà nella loro gestione come detto prima. Quello che vogliamo far capire alla gente - seguita il numero due di 'Yes we cane' - è che un cane di 8 mesi, ma anche 3 o 4 anni, è perfettamente adottabile. Anzi, volendo, è anche più facile da integrare in famiglia in quanto ha bisogno di meno assistenza rispetto ad un cucciolo o ad un cane giovane. Per far sì che ciò accada, diamo la possibilità alla gente di conoscere un cane adulto: vedere un cane dietro una rete e insieme ad altri cani, infatti, non dà la possibilità alle persone di capire effettivamente che tipo di cane sia in quanto vive in un contesto che è completamente diverso da quello della vita in famiglia. Noi, perciò, estrapoliamo il cane 'osservato' dal contesto del branco e lo portiamo per 48-72 ore in una condizione di minore stress facendolo vivere da solo in tranquillità in un'altra zona creata appositamente per osservarlo. In questo arco temporale valutiamo vari suoi aspetti: l'aggressività rispetto al territorio, ossia se ringhia quando qualcuno si avvicina alla gabbia, oppure il suo istinto predatorio rispetto ad altri animali. Dopo 48 ore, l'educatore professionista valuta la sua interazione con l'uomo sguinzagliandolo, dandogli del cibo e avendo un contatto diretto con lui. Fatto ciò, abbiamo un quadro completo del soggetto e possiamo indicare le caratteristiche di quel cane e se tali caratteristiche sono rispondenti alle esigenze della famiglia in cui potrebbe andare a vivere. Una fase parallela della valutazione, infatti, è anche effettuata sulle persone che vorrebbero adottare quel cane: a loro, infatti, facciamo compilare un questionario. Questo, congiuntamente alla valutazione dell'animale, ci permette quindi di indicare alla gente le eventuali restrizioni per l'adozione di quel cane, come la presenza di bambini piccoli in casa, oppure ci fornisce delle indicazioni utili per aiutarli nell'educazione del cane stesso. Tale servizio - conclude Menichini -, effettuato su richiesta degli utenti, ha un costo azzerato per i nostri soci o per chi vuole associarsi, mentre assume un costo bassissimo per coloro che non ne fanno parte".

Adottare un cane, quindi, ora è molto più facile. Che aspettate? 'Yes we cane' attende solo voi.

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