Cassa integrazione a rilento dopo valanga di domande: "Non è colpa dei lavoratori Inps. Impiegati minacciati e insultati"

A difendere gli operatori è il Coordinatore Territoriale Cisl Fp Bari dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, Giuseppe De Palma: "Lavorano giorno e notte per smaltire il carico di pratiche"

Ottomila domande presentate per la cassa integrazione nella provincia di Bari e determinazioni inviate rapidamente dalla Regione Puglia per circa un quarto (poco meno di 2mila) e per le restanti sei mila solo negli ultimi giorni. A difendere il lavoro degli impiegati Inps è il Coordinatore Territoriale Cisl Fp Bari dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, Giuseppe De Palma: "I lavoratori - afferma - sono stati indicati in troppe occasioni come i responsabili dei ritardi nell’erogazione della cassa integrazione, per la comprensibile disperazione di quanti da mesi attendono quel pagamento".

"E' bene - aggiunge De Palma - chiarire che in generale la procedura della cassa integrazione è complessa e questo lo sapevano tutti nel momento in cui è stato scelto questo strumento che prevede una serie di adempimenti. E dovrebbe saperlo anche il Governatore Emiliano, quando rivendica che la Regione ha fatto tutto quanto di propria competenza.
.Dal 24 aprile al 6 maggio la Regione Puglia ha inviato le previste determinazioni per poco meno di 2 mila lavoratori e che per le restanti domande (circa 6 mila) le determinazioni (a volte da correggere) sono pervenute tra il 7 ed il 12 maggio. Una "valanga di domande - rimarca De Palma - in cui la decisione regionale è solo un presupposto di un complesso percorso operativo. Gli impiegati hanno lavorato silenziosamente, continua il sindacalista De Palma, e non solo quelli addetti alla cassa integrazione, anche di sabato e domenica e nei giorni festivi, spesso in orari improbabili, uniti nello sforzo di erogare il maggior numero di prestazioni possibili, consapevoli dell’emergenza che caratterizza questo momento. Ed invece sono stati additati come i responsabili della mancata erogazione di prestazioni come la cassa integrazione, mettendo a rischio anche la loro incolumità fisica".

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Il reggente della Cisl Fp di Bari, Francesco Capodiferro denuncia alle autorità competenti "la grave situazione di rischio che incaute affermazioni da parte di chi rappresenta la istituzione regionale espongono il personale addetto alle attività indifferibili che viene atteso spesso con intenzioni tutt’altro che pacifiche, all’entrata ed all’uscita dagli uffici, da chi è stato indotto da dichiarazioni ingiuste e non veritiere a ritenerli responsabili di un mancato pagamento, per non parlare di insulti e minacce irripetibili per telefono o via mail".

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