"Produzione danneggiata dal clima pazzo", Coldiretti traccia il bilancio del 2018: "Olive, frutta e ortaggi i più colpiti"

L'andamento dell'agricoltura pugliese nella fotografia scattata dall'associazione di categoria: il maltempo ha ridotto del 11% la produzione, in particolare in alcuni settori. Bene invece i comparti lattiero-caseario e vivaistico

Dai settori colpiti dal maltempo, che hanno visto la produzione ridursi drasticamente, agli accordi per rilanciare e sostenere altri comparti produttivi. Coldiretti traccia il bilancio dell'annata agraria che sta per concludersi, pesantemente segnata dal "clima pazzo", "che non ha risparmiato alcuna delle 6 province pugliesi,  determinando la diminuzione della P.L.V. agricola (Produzione Lorda Vendibile) dell’11%".

I danni del maltempo per olive, frutta e ortaggi

“Abbiamo perso 417 milioni di euro di PLV per la riduzione della produzione del 13 percento. A pagare in misura maggiore gli effetti del clima pazzo sono stati i comparti olivicolo, della frutta e degli ortaggi”, ha sottolinea il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, intervenendo questa mattina in conferenza stampa. In particolare, le gelate di febbraio e la Xyella hanno fatto crollare la produzione di olive e olio, "che raggiunge stentatamente una PLV di 249 milioni di euro, in recupero solo grazie ai prezzi più alti – spiega Coldiretti Puglia – rispetto all’annata precedente, mentre l’uva da vino ha recuperato il 12% rispetto all’anno scorso in termini di produzione, ma con un forte calo dei prezzi".

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Speculazioni sui prezzi e importazioni

Non solo tropicalizzazione del clima, però, anche speculazioni sui prezzi all’origine, a causa delle importazioni dall’estero “come per l’agrumicoltura – ha incalzato il Presidente Muraglia – per cui in soli 2 mesi il Marocco ha esportato in Italia 170mila tonnellate di clementine, per non parlare delle triangolazioni che avvengono attraverso la Spagna, per far diventare il prodotto comunitario. I prezzi delle clementine tarantine sono ridotti ai minimi termini, solo 35 centesimi per il prodotto già raccolto che scendono fino a 15 centesimi per l’acquisto in blocco in campo. Come se non bastasse, stanno importando clementine con foglia – ha detto Muraglia - senza che siano accompagnate da regolare passaporto verde, esponendo il nostro territorio che già è piagato dalla Xylella all’invasione di virus alieni che danneggiano le nostre”. Uno scenario negativo, in cui non ha aiutato la paralisi burocratica che ha contrassegnato soprattutto il PSR Puglia “per cui aspettiamo in queste ore – ha concluso il Presidente Muraglia – una chiara e netta presa di posizione dell’Assessore all’Agricoltura Di Gioia che con un atto concreto  prima di Natale, come fortemente reclamato dai nostri giovani, dovrà dare una spallata per uscire da una situazione paradossale e tuttora ingessata degli investimenti per le imprese agricole e i giovani che intendono lavorare in agricoltura”.

L'impegno per il settore lattiero caseario e cerealicolo

“L’annata agraria 2018 poteva andare anche peggio, se non fosse per l’andamento discretamente positivo del comparto lattiero-caseario”, ha precisato il Direttore regionale, Angelo Corsetti. “Siamo intervenuti tempestivamente all’inizio dell’anno, alle prime segnalazioni dei nostri soci che i caseifici in maniera unilaterale avevano deciso di abbassare il prezzo del latte – ha spiegato Corsetti – e abbiamo siglato l’accordo di filiera con Deliziosa, a cui oggi stanno aderendo altri caseifici, che di fatto ha orientato e stabilizzato il mercato, grazie ad un accordo che detta regole precise, a partire dagli iniziali 300 quintali al giorno di latte conferiti, con un prezzo che garantisce i costi di produzione, secondo le rilevazioni di ISMEA. Si è iniziato così a mettere uno stop alle continue fluttuazioni di mercato – ha concluso il Direttore Corsetti - dovute a manovre speculative e a frequenti decisioni unilaterali da parte dei caseifici di sospendere il ritiro del latte anche per 15 giorni Dalle frontiere italiane passano mediamente 79.496 tonnellate di latte, “latte equivalente” tra cisterne, semilavorati, formaggi, cagliate e polveri di caseina, per essere imbustati o trasformati industrialmente”. Bene il comparto delle leguminose, meno per i prezzi quello cerealicolo, dove però sta riscuotendo molto successo in Puglia la coltivazione di grani antichi, come il ‘Cappelli’, che nella campagna 2017-2018 ha quintuplicato le superfici coltivate, passando dai 1000 ettari del 2017 ai 5000 attuali, trainato dal crescente interesse per la pasta 100% italiana e di qualità, grazie al lavoro di selezione e promozione di SIS. Nel contesto di promozione del comparto cerealicolo, è stato siglato il più grande accordo sul grano biologico mai realizzato al mondo per quantitativi e superfici coinvolte tra Coldiretti, Consorzi agrari d’Italia, Fdai (Firmato dagli agricoltori italiani) e il Gruppo Casillo, la più grande trading company italiana del grano duro, che prevede la fornitura di 300 milioni di chili di grano duro biologico destinato alla pasta e 300 milioni di chili di grano tenero all’anno per la panificazione per tre anni, con la possibilità di una proroga per altri due, per un totale di 5 anni.

L'accordo con Ladisa per l'ortofrutta

Buone le performance del comparto vivaistico di fiori e piante che segna una PLV pari a 129 milioni di euro, aggiunge Coldiretti Puglia, mentre per promuovere l’ortofrutta pugliese nel 2018 è stato siglato lo storico accordo tra Coldiretti Puglia e LADISA che prevede la fornitura da parte delle aziende agricole di Coldiretti e Campagna Amica di ortaggi e frutta a Km0 ad uno dei più grandi player della ristorazione collettiva che si impegna a garantire una equa remunerazione del prodotto agricolo, assicurando, in ogni caso, la copertura dei costi di produzione del prodotto acquistato. Sono 320 i prodotti ortofrutticoli, dall’aglio alle cipolle, dal sedano agli aromi, dalle ciliegie all’uva, dalle arance alle mele, melegrane, zucchine, melanzane, peperoni, patate ecc., seguendo la stagionalità dei prodotti – conclude Coldiretti Puglia - che gli agricoltori stanno fornendo alla Ladisa, sottoscrivendo specifici contratti di fornitura, secondo i quantitativi richiesti che annualmente superano 1.748.126 di chili di ortaggi e frutta.

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