Le tariffe delle baby sitter in Puglia

Quando si decide di iniziare a collaborare con una baby sitter, uno degli argomenti più delicati è il compenso. In ogni caso si parla della cura dei nostri bambini: il concetto prendo la baby sitter che costa meno non è sempre consigliabile

 Il vantaggio che i genitori dichiarano di apprezzare appoggiandosi ad una baby sitter è il rapporto one to one con il bambino, la riduzione di possibili malanni se il bimbo è piccolo (rispetto alla frequentazione di un asilo), l’estrema flessibilità da un punto di vista degli orari e dei giorni di collaborazione. Per non parlare delle esigenze last minute in caso di imprevisti. 

Dato che la baby sitter può rappresentare una voce importante nelle spese mensili di una famiglia, ci sono  delle variabili da considerare che potrebbero esserci d’aiuto nella definizione dell’accordo.

Prima di tutto quando: che tipo di competenze ha la baby sitter  e che tipo di attività viene richiesta? Una tata dalla lunga esperienza e con un diploma o laurea in discipline pedagogiche sarà autorizzata a richiedere una tariffa oraria maggiore rispetto ad una studentessa che lavora come tata per rimpolpare la paghetta dei genitori. Altro aspetto è il numero dei bambini, senza dimenticare l’età: bimbi piccoli piccoli richiederanno maggiore responsabilità e attenzione rispetto ad un dodicenne (la cifra potrebbe variare del 10/15%). Se poi la baby sitter deve far fare i compiti, occuparsi della spesa, stirare le cose dei bambini, portarli in giro in auto per frequentare le varie attività, allora nuovamente la tariffa può variare.  E poi quando ci serve la baby sitter: durante il giorno, alla sera, per il dopo scuola; ogni giorno o occasionalmente?.

La conoscenza delle lingue straniere è certamente un ulteriore fattore di distinzione che induce le tate a chiedere una maggiorazione (la tariffa oraria si aggira mediamente sui 10 euro all’ora). Le famiglie italiane sono infatti sempre più interessate a baby sitter bilingue o madrelingua in modo che i bimbi possano iniziare ad apprendere la lingua straniera in modo naturale, giocando.

Secondo i dati raccolti da Sitter Italia by Sitly, le tariffe delle tate italiane sono comunque superiori rispetto alle medie degli altri Paesi Europei. 7,67 euro è la tariffa media oraria rilevata da Sitter Italia by Sitly, contro i 5, 5 euro e i 5,7 euro di Finlandia e Danimarca; in Olanda non si raggiunge i 7 euro. «La domanda di baby sitter delle famiglie italiane è più alta che in altre nazioni a causa dell’incongruenza diffusa tra impegni lavorativi dei genitori e vita famigliare. Chi può guardare i bimbi nelle ore in cui papà e mamma sono al lavoro? Se la domanda è alta, il costo cresce» ipotizzano da Sitter Italia by Sitly. 

Le tate della Puglia abbassano però la media.

Le baby sitter a Bari chiedono 6,84 euro all’ora; cifra simile per Lecce, Foggia e Bridisi. Cresce la richiesta solo in zone turistiche come Gallipoli (7,18 euro), Ostuni (7,22 euro) fino ai 9,5 euro all’ora di Vieste. Ma pare essere un’eccezione.


 

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