Dalla palestra popolare al centro per la pet therapy: 66 nuove attività di imprenditoria sociale con il progetto Urbis

La misura promossa dal Comune per finanziare le nuove imprese: picco di domande dai quartieri Libertà e San Paolo. Decaro: "Segno di una città che ha voglia di scommettere su sè stessa"

Ci sono la palestra e il centro di servizi di oculistica solidale, il laboratorio di integrazione sociale attraverso gli sport acquatici, lo spazio per ciclofattorini, il centro per la pet therapy. E ancora, un servizio di trasporto sociale per persone con disabilità, un servizio di assistenza domiciliare per anziani, una bottega culturale per il recupero dei mestieri, un orto urbano ecosolidale, un bistrot multietnico sociale con cucina di quartiere, una compagnia di circo under 25 e un centro sperimentale per la pratica teatrale e cinematografica. Sono alcune tra le più innovative imprese di imprenditoria sociale che saranno finanziate a Bari attraverso la prima edizione del bando Urbis: si tratta di una misura del PON Città Metropolitane 2014/20 che promuove e sostiene, attraverso l’erogazione di incentivi a fondo perduto compresi tra 15mila e 40mila euro, a fronte di un cofinanziamento del 15%, la creazione di nuove imprese sociali di prossimità nelle aree più fragili della città sotto il profilo socio-economico ed urbanistico.

Fondi per 66 nuove attività

I progetti ammessi a finanziamento sono in tutto 36. Il picco di domande presentate riguarda i quartieri Libertà (25) e San Paolo (10) ma si registrano progetti d’impresa in tutti i restanti quartieri. I risultati del bando sono stati presentati questa mattina a Palazzo di Città. Si tratta di attività imprenditoriali a sfondo sociale (nel campo dell’inclusione sociale attiva, dell’educazione e dell’istruzione, della tutela e promozione del territorio, della radiodiffusione e dell’editoria, della riqualificazione e riuso di beni inutilizzati a fini sociali), giudicate da una commissione comunale di cui hanno fatto parte anche due rappresentanti del BaLab, il centro di creazione di start up di imprese dell’Università di Bari.

Decaro: "Riqualificazione fisica degli spazi incontra quella sociale"

“La risposta a questo bando è il miglior respiro che il nostro territorio potesse avere - ha detto il sindaco Antonio Decaro -. Siamo di fronte ad una città in fermento, che ha voglia di mettersi alla prova e di costruire il futuro mettendosi in gioco. Il dato che più ci incoraggia è quello relativo alla maggior presenza di proposte nei due quartieri indicati da noi qualche anno fa nell’ambito del progetto di riqualificazione delle periferie. Questo significa che dove noi abbiamo acceso una speranza i cittadini hanno voglia di crederci e di lavorare insieme. La riqualificazione fisica di immobili e piazze che abbiamo avviato incrocia così la nascita di un percorso di riqualificazione sociale che sta prendendo corpo. Stiamo parlando di 66 nuove imprese, stiamo parlando di lavoro e di lavoratori che provano a darsi un’occasione e contemporaneamente a darla alla città. Il 20% delle attività è stato proposto da gruppi informali che grazie ad Urbis si costituiscono e avviano un’impresa investendo anche una quota propria che li impegna. Questo significa che la città ha voglia di scommettere su se stessa, sul lavoro e sull’impresa sociale. Questo significa che a Bari esistono talenti, competenze, professionisti che non aspettano un sussidio ma scelgono di cogliere un’occasione per dare un futuro a se stessi e alla propria città. Ora, attraverso il BaLab, continueremo a seguire il percorso di queste attività, le aiuteremo a diventare grandi e a camminare da sole, con la certezza che fuori c’è una comunità che le aspetta. Una comunità che è in movimento, che sta dando corpo ad un grande movimento di attivismo sociale attraverso le Reti civiche urbane, con le quali le imprese di Urbis dovranno dialogare e camminare insieme”.

Romano: "Nuove realtà che rispondono a bisogni dei cittadini"

“Questa misura - commenta l’assessora alle Politiche giovanili Paola Romano - si ispira alla sussidiarietà orizzontale espressa nell’art 118 della nostra Costituzione ossia alla consapevolezza che lo Stato da solo non può fare tutto ma ha bisogno delle persone, singole e in forma associata, per sostenere la coesione del Paese e per questo sostiene quelle realtà che con responsabilità e creatività  vogliono prendersi cura di un pezzo di città. Ad esempio avremmo potuto riqualificare da soli una palazzina pubblica vandalizzata, ma poi probabilmente sarebbe stata deturpata ancora. Invece, affidandone la riqualificazione ad Ugo, a Ruggero e ai ragazzi del quartiere, quello spazio a San Pio adesso è bello, intatto, e Ugo e i suoi amici hanno deciso di crearci un birrificio. Noi avremmo potuto benissimo fare i lavori, ma nessuno avrebbe potuto metterci la forza di volontà e l’amore profondo per quel luogo che per Ugo e i suoi amici significa casa. A Bari in questi anni si è registrato un grande fermento nel mondo dell’associazionismo e del terzo settore, con la nascita di realtà sociali innovative quali palestre popolari, cinema di quartiere, spazi di co-working, empori sociali. Realtà che rispondono a nuovi e vecchi bisogni dei cittadini in modo sostenibile e inclusivo, spesso coinvolgendo i destinatari delle misure nei percorsi di progettazione. La città è più forte se alimenta la coesione sociale sostenendo il protagonismo dal basso dei cittadini. Urbis ci consentirà di sostenere circa 66 nuove iniziative d’impresa sociale che rappresenteranno 66 nuove luci nella città”.

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