Coop Estense in crisi, nel piano di rilancio mobilità per 200 lavoratori

In Puglia persi 50 milioni di euro negli ultimi cinque anni: il piano del gruppo presentato oggi a Bari dal presidente Zucchelli

Cinquanta milioni di euro persi negli ultimi 5 anni: una "situazione difficile", quella di Coop Estense in Puglia, il cui presidente Mario Zucchelli oggi a Bari ha presentato il piano messo a punto dalla cooperativa per il rilancio delle vendite sul suolo pugliese. 

LE PERDITE - "Il preconsuntivo del 2014 vede una perdita stimata intorno ai 12 milioni di euro – ha spiegato Zucchelli -  che aggiunta a quelle dei quattro anni precedenti porta il totale a  50 milioni nel quinquennio. Una dimensione che non può più essere sostenuta dalla rete di vendita emiliana, anch’essa posta a dura prova dalla difficile situazione economica". "Non vogliamo dover chiudere punti di vendita, ma abbiamo il dovere di tutelare il patrimonio aziendale. Per farlo occorrerà agire rilanciando le vendite e riducendo i costi, compreso quello del lavoro", ha annunciato il numero uno di Coop Estense. Al momento la rete di vendita della cooperativa in Puglia conta due supermercati e 10 ipermercati in Puglia e un ipermercato a Matera.

IL PIANO DI RILANCIO - Il programma di azione mirerà, dunque, oltre che a far ripartire le vendite, anche al contenimento dei costi fissi. “Le linee commerciali definite per il 2015 – ha spiegato Zucchelli – “si pongono l’obiettivo di produrre un forte incremento delle vendite, che contribuisca al miglioramento del risultato netto per almeno 1,5 milioni di euro”. Qualificazione dell’offerta, investimento in promozionalità e fidelizzazione, rafforzamento del rapporto con la produzione locale sono le leve su cui si interverrà, unitamente all'allargamento del servizio attraverso un ulteriore sviluppo della rete di distributori di carburante.

LAVORATORI IN MOBILITA' - Tra gli interventi è però prevista anche la mobilità per circa 200 dipendenti. In sostanza, la Coop procederà dal mese di aprile con una modifica dei modelli operativi, attraverso l’esternalizzazione di fasi di lavorazione e attività dei punti di vendita, partendo dall’allestimento dei reparti grocery e successivamente la gestione delle pescherie. Questo significherà dare il via a partire da aprile alla procedura di mobilità, che interesserà in una prima fase 150 lavoratori addetti all’allestimento e, successivamente, altre 80 persone in servizio nelle pescherie.

CONCORRENZA SLEALE - Nell'analizzare le attuali difficoltà incontrate sul mercato pugliese, Zucchelli ha fatto anche riferimento a forme illegittime di concorrenza, come lavoro nero, elusione, evasione e frodi. “Secondo l’Istat– ha commentato Zucchelli – in  Puglia il dato generale del lavoro irregolare è passato dal 13,6% del 2004 al 16,6%, mentre altre indagini indicano che la percentuale sale al 20% nel settore del commercio. Si registra poi un livello di evasione fiscale del 50% più alto della media italiana, e pari al 26% rispetto al Pil della regione. Si tratta di forme di concorrenza sleale contro la quale non esistono armi per chi, come noi, vuole stare nel mercato rispettando la legge”.

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Commenti (4)

  • Avatar anonimo di erol
    erol

    non capisco come mai vogliono dare all'esterno la vendita del pesce anche nella citta di Matera, visto che i dipendenti percepiscono ogni mese il premio per le vendite, vorrei saperlo.

  • son convinto che questo grosso problema che sta riguardando la nostra bella Italia permetterà a questo grande colosso di Coop Estense a rialzarsi e dare alla popolazione pugliese ed in particolare ai suoi dipendenti che con passione e grande tenacia magari contribuendo sotto forma di grandi consumatori riavvino la ripresa e la fiducia dei nostri soci a non fare scelte diverse. Qualità e simpatia sono gli elementi principali della nostra Coop.

    • Avatar anonimo di luigi apollonio
      luigi apollonio

      Purtroppo, ahimè, invece le cose stanno un po' diversamente ad oggi. Coop Estense insiste con l'esternalizzazione dei servizi  e con la mobilità per 147 lavoratori i quali, pur di venire incontro all'azienda, hanno accettato riduzioni dell condizioni economiche previste nei contratti @#?*%$vi. Inoltre il bilancio di Coop Estense non è affatto in perdita. Coop Estense ha chiuso l'ultimo bilancio con un attivo di 9milioni di euro. I motivi di una tale riorganizzazione industriale possono essere molteplici e non solo esclusivamente legati alla questione economica. Ad esempio potrebbe essere un modo per licenziare e riassumere con le nuove regole del obs act, o in alternativsa potrebbe essere una manovra utile a portare avanti la fusione con Coop Adriatica. In entrambi i casi si tratta del solito, squallido, metodo. Scaricare sui lavoratori i costi dei propri investimenti falliti e i costi delle strategie aziendali. E mi fa specie che questi atteggiamenti provengano da una coop a marchio "etico"

  • Avatar anonimo di Vin
    Vin

    E ci risiamo. Puntualmente un grande colosso della distribuzione dichiara di essere in crisi. Licenziamenti, mobilità, contratti di solidarietà sono termini ormai utilizzati solo per "spaventare" i lavoratori e i governi per avere i soldi. Non solo pagano meno imposte di tutti (visto che sono cooperative), pagano i dipendenti in maniera misera, decidono loro se stare aperti di domenica anche se c'è una legge che lo vieta, si prendono il lusso di dichiararsi in crisi perenne. Stupidi a chi ci crede a queste cretinate. Se non ce la fate chiudete e date spazio all'imprenditoria locale, quella più piccola che ha sempre saputo portare avanti l'economia.

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