Disoccupazione giovanile, formazione e mondo del lavoro sono troppo lontani

Al Politecnico di Bari un convegno per discutere del fenomeno. Tra le cause, il disallinenamento tra offerta di lavoro e formazione, ma anche la mentalità dei giovani

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Il numero dei disoccupati in Italia continua a salire e nel Mezzogiorno, e in Puglia, la situazione è ancora più preoccupante. Per i giovani del Sud, infatti, è diventato ormai sempre più difficile entrare nel mondo del lavoro e realizzarsi economicamente e professionalmente.

Ma, forse, al di là della crisi che da tempo condiziona le scelte e gli investimenti delle imprese, penalizzate anche da una riforma del lavoro che non tiene conto delle loro reali esigenze, un po’ di responsabilità va riconosciuta da un lato agli stessi giovani e alla loro mentalità e, dall’altro, a scuole e università che formano figure professionali ben lontane da quello che chiede e offre oggi il mondo del lavoro.

E del “disallineamento tra offerta di lavoro e formazione scolastica/universitaria” come causa della disoccupazione giovanile si è parlato oggi al Politecnico di Bari in una tavola rotonda organizzata dal Rotary International come momento di confronto tra rappresentanti delle imprese, delle istituzioni regionali, dell’Università e degli studenti.

“La disoccupazione rappresenta uno dei problemi più angoscianti dei nostri giorni per i giovani che non riescono a trovare sbocchi dopo una vita dedicata allo studio e alla formazione e per i loro genitori e le loro famiglie che vivono uno stato di consequenziale e immaginabile sofferenza” – ha spiegato Rocco Giuliani, Governatore Rotary International Distretto 2120. “Nelle pieghe della crisi economico-sociale che stiamo vivendo non è raro imbattersi in moderne realtà imprenditoriali in cerca di nuove figure professionali da assumere nelle loro aziende che le nostre scuole e le nostre università non sono ancora in grado di formare. Il Rotary vuole farsi carico di questa problematica aprendo un dibattito che porti ad una riflessione autorevole”.

Per dare qualche dato e contestualizzare meglio il fenomeno basta osservare che, come ha rilevato l’Istat, a dicembre 2012 tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro erano 606 mila e rappresentavano il 10% della popolazione in questa fascia d'età. Con un tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l'incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, pari al 36,6%.

Ma “ci sono anche moltissime aziende che cercano personale e non riescono a trovarlo”, come ha precisato l’imprenditore Andrea Rubino, presidente dell’Immobiliare Rubino. Si perché “l’offerta di lavoro c’è ma si scontra con un’inadeguata formazione, con percorsi di studio, scolastici e universitari disallineati da quello che cercano le aziende. Si sfornano diplomati, laureati e figure professionali ben lontane da quello che offre oggi il mercato del lavoro. Basti pensare che le aziende per il prossimo futuro intendono espandere aree che vedono oltre il 24% nel settore vendite e commerciale ma non riescono a trovare personale preparato sia per scarse capacità (colpa/causa della formazione) sia, soprattutto, per la mentalità degli aspiranti. Molti giovani sono sfiduciati, confusi, disorientati e, al tempo stesso, hanno alte aspettative in termini economici e di ruolo aziendale che limitano le loro possibilità di inserimento nel mondo del lavoro”.

“Spesso, nelle discussioni relative al tema della disoccupazione, si trascura di parlare delle opportunità di lavoro date dalle professioni. In particolare quella commerciale, che viene vista come un ripiego anziché rappresentare un percorso di carriera. Il percorso verso la professionalità commerciale” – ha precisato Ennio Favarato, managing director di Artax Consulting – “è multidisciplinare. Il professionista delle vendite padroneggia l'area legata all’economia aziendale/familiare, l'area marketing e comunicazione così come le scienze umanistiche. Sa parlare in pubblico e ha una cultura generale di rilievo. Cosa più importante, ha sperimentato con successo su di sé la capacità di sostenere la propria motivazione".

“La prima e nefasta delle cause è in realtà il disallineamento tra il mondo della politica e quello della scuola” – ha poi affermato l’Avvocato Arcangelo Procopio, presidente della commissione distrettuale RYLA (Rotary Youth Leadership Awards) – “una quasi totale mancanza di previsione, di programmazione, in realtà un disinteresse assoluto alla creazione di classi lavorative e classi dirigenti preparate, culturalmente approfondite e in una parola anche libere”.

Per il Rettore del Politecnico di Bari, il Professore Nicola Costantino, infine, “l’ottimizzazione dell’incontro tra domanda e offerta di formazione scolastica e universitaria richiede notevoli sforzi di razionalizzazione su entrambi i fronti. Se è vero, infatti, che a volte (spesso?) i percorsi formativi non tengono conto della domanda esplicita di competenze espressa dal mondo produttivo (imprese ma anche pubblica amministrazione), è altresì vero che il settore imprenditoriale non sempre è consapevole delle necessità di innovazione tecnologica e organizzativa imposte dalla globalizzazione dei mercati e delle professionalità potenzialmente già disponibili grazie alla formazione universitaria”.

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