Due operai licenziati, sciopero alla Skf di Modugno

La solidarietà di Alternativa Comunista che invita sindacati e lavoratori della Zona industriale allo sciopero

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Questa mattina decine di operai della Skf, multinazionale svedese con sede a Modugno (BA), non hanno varcato i cancelli della fabbrica bloccando di fatto la produzione nel primo turno della giornata. La decisione dei lavoratori e la conseguente chiamata allo sciopero da parte di uno dei sindacati di fabbrica è stata presa in seguito al licenziamento in tronco di due operai responsabili, secondo l'azienda, di non aver osservato le “corrette” procedure di lavorazione, ossia di aver prodotto dei cuscinetti difettosi che, una volta inviati al cliente, sono stati prima inavvertitamente montati e poi smontati perché difettosi. Secondo gli amministratori dell’azienda questo avrebbe comportato notevolissimi danni economici e non solo a carico della Skf. Alternativa Comunista con un tempestivo comunicato non ha fatto mancare la solidarietà ai lavoratori licenziati e ha offerto il massimo sostegno allo sciopero, ritenendo il suddetto licenziamento pretestuoso e assurdo: in una fabbrica metalmeccanica soggetta a precisi protocolli e controlli di qualità l’errore umano non può non essere messo in conto e corretto prima della consegna al committente. Errore peraltro inevitabile dati i ritmi di lavoro incalzanti e il personale ridotto all’osso in un’azienda che sta massimizzando i profitti grazie allo strumento della cassa integrazione. "Riteniamo - prosegue il comunicato - la decisione dell’azienda di indicare i due lavoratori come capro espiatorio un vile metodo per occultare ai clienti il reale problema: una gestione della produzione inefficiente, a causa di continui e costanti tagli sui costi del personale e dell’innovazione tecnologica. Siamo peraltro atterriti pensando che il difetto dei cuscinetti meccanici, causata dall’incapacità dell’azienda di predisporre una gestione della produzione in sicurezza, potrebbe mettere a rischio, in ogni momento, la salute e la stessa vita delle centinaia di addetti. Alternativa Comunista nell’esigere l’immediato reintegro dei lavoratori (che peraltro lavorano in azienda da tanti anni) invita gli operai di tutte le fabbriche della zona industriale di Bari-Modugno e le relative sigle sindacali a indire uno sciopero che denunci la situazione sempre più insostenibile degli operai, al cospetto di padroni che vogliono far pagare ai lavoratori la loro crisi. I licenziamenti della Skf, se non saranno duramente contrastati, da tutti gli operai dell’area industriale e non solo, potrebbero creare un terribile precedente. Alternativa Comunista e il Fronte di Lotta No Austerity si fanno promotori di una lotta radicale dei lavoratori per impedire ai padroni di umiliare gli operai con una decisione scandalosa.No pasaran!" 

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