Tempo scaduto per la vertenza ex Om Carrelli: nessuna offerta, 175 operai a rischio licenziamento

Eventuali proposte sarebbero dovute arrivare entro domenica. Ci sarebbero però ancora trattative sottotraccia. Sindacati e lavoratori scettici sul futuro

Il tempo delle trattative è finito, o quasi. Domenica è scaduta la proroga di 10 giorni concessa dalla Curatrice fallimentare della Tua Industries per consentire a imprenditori o gruppi industriali di rilevare l'azienda salvandola dal fallimento. I sindacati hanno infatti ricevuto una comunicazione con la quale, di fatto, si supera di fatto la linea rossa tanto temuta dai 175 lavoratori che speravano in una soluzione positiva. Al Tribunale di Torino (competente nella vicenda) è stata presentata istanza di fallimento, aprendo la strada al licenziamento collettivo. Da adesso in poi si potrà procedere in tal senso in qualsiasi momento e si tratterebbe, come spiegano i sindacati, di licenziamenti non più impugnabili per legge. Un epilogo al momento triste per la vicenda della ex Om Carrelli dopo 7 anni di trattative sfumate e illusioni più o meno cocenti, da ultima quella dell'auto innovativa 'made in Bari', con tanto di prototipo presentato in pompa magna alla Fiera del Levante dello scorso settembre.

Lavoratori ex Om e sindacati pronti a scendere in piazza

Nonostante tutto, le trattative sarebbero ancora in corso tra Regione e alcuni potenziali investitori. Il punto fermo, però, messo dalla Curatela fallimentare, determina necessariamente una nuova fase d'incertezza per i 175 operai che da qualche mese, ormai, non percepiscono più neppure gli ammortizzatori sociali. Per questa ragione è calato un pesante velo di scetticismo e di riserva da parte di lavoratori e sindacati: "Ineluttabilmente - dice Saverio Gramegna, segretario Fiom-Cgil Bari - le cose stanno prendendo una piega negativa. Continuiamo a vedere che, al di là delle buone intenzioni, non vi sono investimenti per una nuova industrializzazione. Il destino dei lavoratori, adesso, è legato alla fortuna di trovare un privato che voglia fare del bene, anziché a uno Stato incapace di rilanciare economia e industria. E' una condizione simbolica per questo Sud - aggiunge Gramegna - con tanti lavoratori che continuano a perdere il loro posto". I sindacati e gli ex operai potrebbero tornare in piazza a protestare, dopo i sit-in dei giorni scorsi sul lungomare davanti alla Regione: "Non vogliamo gettare la spugna" afferma Gramegna. Lo spazio per le parole, però, è ormai ridotto al lumicino.

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