Immigrati, in Puglia sono il 2%. Aumentano le richieste di asilo

I dati del dossier statistico Caritas-Migrantes 2012. Nella nostra regione gli immigrati non comunitari sono 65mila, ma per integrazione e diritti si fa ancora troppo poco

In Puglia si è stanchi di parlare di immigrazione”: con queste parole Angela Martiradonna, responsabile della sezione pugliese del Dossier Statistico sull'immigrazione di Caritas e Migrantes, ha presentato oggi nella Chiesa di San Marcello a Bari i dati sui migranti nella nostra regione.

“Nonostante ci sia una ripresa degli sbarchi e un aumento delle richieste d'asilo – ha continuato - a livello istituzionale c'è sempre più silenzio: sull'home page della Regione Puglia è sparito il link alla sezione 'Relazioni internazionali', così come su Puglia Sociale è sempre più difficile trovare sezioni relative all'immigrazione”.  Proprio un generale disinteresse nei media e nelle istituzioni è ciò su cui batte Martiradonna, a dispetto di una realtà come quella pugliese dove gli immigrati non comunitari sono quasi 65mila, di cui 32.224 solo nella provincia di Bari.

Albania (34%), Marocco (12,4) e Cina (6,7%)  le nazioni da cui provengono la maggior parte degli stranieri non europei presenti nella nostra Regione, mentre la Romania con oltre 22.633 è quella in cima alla classifica dei paesi di origine degli immigrati.

Dopo un aumento costante degli scorsi anni, cala la presenza femminile in Puglia anche in ragione di una difficoltà nella ricerca del lavoro; spesso le donne sono titolari di attività proprio perché  non riescono ad inserirsi nel mercato del lavoro dipendente. Quello disegnato nella ricerca della Caritas e da Migrantes è il quadro di un mercato del lavoro che richiede immigrati (tra i 30 e 40 anni), ma che poi non lavora per l'integrazione e per la garanzia dei diritti. Gli immigrati chiedono meno servizi degli italiani e iniziano a delineare percorsi  di ripresa economica aprendo imprese: solo in Puglia i titolari di aziende stranieri sono 3.466.

Catastrofica è  la situazione dei centri di accoglienza: il Cara di Bari ad esempio ospita 1169 richiedenti asilo quando potrebbe contenerne solo 700 e contro i Cie, fortemente criticati dalla UE, si è mossa una class action di avvocati.

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