Fallimento Om Carrelli, si cerca l'accordo con Selectika. Ugl abbandona il tavolo

Il segretario provinciale: "Reintegrerebbero solo 128 lavoratori su 165, di cui 64 a tempo indeterminato". Il progetto prevede la realizzazione di un centro riciclo rifiuti

L'accordo non prevede il reinserimento di tutti i lavoratori dell'ex Om Carrelli di Modugno e l'Ugl abbandona il tavolo delle trattative. Incontro di fuoco nel pomeriggio nella sede dell'Assessorato al Lavoro della Regione Puglia della zona industriale di Bari, dal quale si è cercato di trovare una soluzione per garantire un futuro ai 165 lavoratori dell'ex opificio ormai fallito.

All'esterno i familiari dei lavoratori sono rimasti in attesa della conclusione del tavolo, sorvegliati a vista dagli agenti di polizia.

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Il tavolo

Al tavolo erano presenti non solo i rappresentanti sindacali dei lavoratori, ma anche le istituzioni coinvolte nel piano di reintegro degli operai dell'azienda di carrelli elevatori. Tra questi il capo della task force della Regione, Leo Caroli, l'assessore regionale all'Ambiente, Gianni Stea, i sindaci di Bari e Modugno, Antonio Decaro e Nicola Magrone, e naturalmente i rappresentanti di Selectika, l'azienda di Rutigliano che ha presentato una soluzione fattiva per il reimpiego dei 165 dipendenti, a cui la cassa integrazione è scaduta da quasi un anno (dicembre 2017, per la precisione).

In particolare il piano di Selectika prevederebbe l'avvio di una struttura per il riciclo dei rifiuti (carta, plastica e vetro), di cui si sta cercando oggi di chiudere un accordo. Non si è concretizzata invece la proposta dell'azienda Ingegneria e Servizi, che nello stabilimento di Modugno avrebbe voluto avviare un centro di assemblaggio per sottosistemi di impianti di nuova generazione di centrali a energia rinnovabile.

La protesta dell'Ugl

Al momento il piano di Selectika non prevederebbe però l'assunzione di tutti gli ex operai dell'Om, clausola che ha fatto infuriare la segreteria provinciale Bari-Bat dell'Ugl Metalmeccanici, Rosa Amanda Partipilo. "La proposta dell'azienda prevede il reintegro di 128 persone, di cui 64 a tempo indeterminato, su una platea di 165 - spiega -. Giudichiamo inaccettabile non tutelare tutti i lavoratori". Secondo quanto affermato dalla Partipilo, a chiederle di lasciare l'incontro sarebbe stato lo stesso Caroli, "perché non condividevo questo aspetto del progetto".

C'è poi la questione del capannone, sul quale è stato posto un vincolo: "il capannone può essere ceduto in forma gratuita solo se la società subentrante assuma tutti i lavoratori" assicura la sindacalista.

Magrone: "Fatti passi avanti"

Ottimista il sindaco di Modugno, Nicola Magrone, sulla chiusura della trattativa. "Penso che oggi si sia fatto ancora un passo avanti per la conclusione dell'accord - spiega - Noi come Comune siamo semplici spettatori e non dobbiamo firmare, ma rimaniamo critici sul fatto che non è previsto il reintegro di tutti i lavoratori. Però sembra che tra Regione e l'azienda ci sia intesa". L'incontro non si è concluso con un accordo che potrebbe essere trovato nel prossimo 'round' previsto per venerdì pomeriggio. Tre giorni, dunque, per limare i dettagli ed avvicinare le posizioni.

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