Vertenza ex Om Carrelli, si riunisce la Task Force per il lavoro. Uil: "La Regione conferma le risorse per la mobilità"

"Sulla carta - spiega Riccardo Falcetta, segretario della Uilm di Bari in una nota - le prospettive sono positive, anche se considerate le annose premesse, preferiamo sempre procedere con i piedi di piombo"

La Task Force regionale sul Lavoro si è riunita, questa mattina, per fare il punto sui prossimi passi della vertenza ex Om Carrelli. Dall'incontro è emersa una disponibilità da parte della Regione Puglia, di confermare le risorse necessarie per la mobilità in deroga, attesa dai lavoratori per una questione ancora lontana dalla risoluzione definitiva nonostante la firma, ad aprile scorso, del preliminare per la cessione del capannone della vecchia fabbrica a Selektika: "Sulla carta - spiega Riccardo Falcetta, segretario della Uilm di Bari in una nota - le prospettive sono positive, anche se considerate le annose premesse, preferiamo sempre procedere con i piedi di piombo. Una volta pubblicato, presumibilmente il 28 agosto, il decreto legge governativo sulle tutele del lavoro approvato lo scorso 6 agosto (art. 12), ci ritroveremo, già il giorno successivo, in task force per definire l’accordo sindacati-Regione-Inps propedeutico allo stanziamento delle risorse a favore dei lavoratori. Inoltre - fa sapere Falcetta - l’11 settembre ci ritroveremo con Selektica per condividere i passaggi che porteranno, si spera, alla presentazione entro la fine del prossimo mese del piano industriale”.

Questione Bosch: "No agli esuberi"

Falcetta e la Uilm hanno approfittato dell’occasione per porre l’attenzione anche sulla situazione di un altro stabilimento chiave della zona industriale, quello della Bosch: “È vero che c’è un accordo con l’azienda che tutela i livelli occupazionali fino al 2022, ma i segnali che provengono dalla proprietà, che paventano scenari di crisi, non sono per nulla incoraggianti. Da anni sosteniamo la tesi di un cambio di marcia nella produzione, che preveda una diversificazione della stessa adeguandola alle realtà del mercato, ma finora i nostri appelli, peraltro scritti nero su bianco nell’accordo stesso, sono rimasti sulla carta. Non è concepibile che il prezzo di una politica aziendale errata debba essere pagata esclusivamente attraverso il ricorso agli esuberi, che nello stabilimento di Bari rischierebbero di colpire una platea di circa 600 lavoratori. La Bosch, dopo l’Ilva, è il secondo stabilimento regionale per rilevanza occupazionale, serve la massima convergenza tra sindacato e istituzioni locali per tutelare un patrimonio strategico per l’economia regionale. Per questo motivo - conclude Falcetta - il 12 settembre ci ritroveremo in task force per aprire un tavolo monotematico che possa valutare ogni tipo di azione a sostegno dei lavoratori Bosch”.

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