Ladisa Srl, nominato il nuovo cda: Francesco Sebastio alla presidenza. Produzione cresce del 9%

L'azienda di ristorazione chiude il fatturato 2018 con 130 milioni di euro di fatturato. Nel nuovo Consiglio d'amministrazione l'amministratore delegato è Vito Ladisa

L'azienda Ladisa (foto www.ladisaristorazione.it)

Chiude a 130 milioni di euro, il fatturato 2018 della Ladisa srl. A comunicare i dati relativi al bilancio dell'azienda pugliese di ristorazione è Finlad, la holding finanziaria che controlla le aziende della famiglia Ladisa, che certifica anche il trend positivo nella produzione: +9 per cento rispetto al 2018, che la confermano tra i 10 top player a livello nazionale.

La scorsa settimana è stato completato anche il rinnovo del Consiglio d'amministrazione dell'azienda: il presidente è Francesco Sebastio che, dopo aver ricoperto il ruolo di Magistrato nonché Procuratore della Repubblica, subentra a Gioacchino De Palma che conserva la carica di Consigliere. Gli altri componenti del CdA sono: Vito Ladisa che ricopre l’incarico di amministratore delegato, Federico Maurizio D’Andrea e iGianVito Giannelli confermati vonsiglieri indipendenti.

"Il segmento della ristorazione (35 milioni di pasti) - spiega l'azienda in una nota - rappresenta il core business aziendale con il 90% dei volumi d’affari; la retention è pari all’85%, percentuale che evidenzia la qualità dei servizi offerti con la relativa conferma nelle commesse già affidate all’azienda.
In crescita l’asset della ristorazione commerciale e la fornitura di derrate alimentari in diverse regioni con un volume di affari in crescita di oltre il 20% rispetto al 2017". Inoltre L’azienda ha conseguito la certificazione “Emas” adeguando i propri processi produttivi a un progressivo miglioramento dell’organizzazione finalizzato al contenimento dei 'costi' in termini ambientali. "Sono in atto investimenti per rafforzare la presenza dell’azienda in Lombardia - concludono - nonché in progetti di internazionalizzazione con advisor Unicredit al fine di sviluppare nuovi asset in alcuni paesi europei (Est Europa) attraverso l’acquisizione di società del settore della ristorazione entro fine 2019".

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