"Contratto scaduto da due anni", i lavoratori delle telecomunicazioni scendono in piazza

Giornata di sciopero per i dipendenti del settore: corteo per le vie del centro cittadino. I sindacati: "Trattative difficili perché controparte vuole precarizzare ulteriormente i lavoratori

Centinaia di lavoratori di aziende delle telecomunicazioni sono scesi in piazza anche a Bari, come nelle principali città italiane, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto che manca oramai da due anni. La manifestazione del capoluogo pugliese ha visto protagoniste le principali sigle sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e UIltel-Uil, assieme a numerosi dipendenti e operatori che si sono dati appuntamento davanti al Castello Svevo, da dove è partito il corteo snodatosi per le vie del centro, con arrivo in piazza Prefettura.

Sono circa 20mila i lavoratori del settore in Puglia: "Il contratto è scaduto da più di due anni - afferma Stefania Santoro, segretaria provinciale Bari Slc-Cgil - . Le trattative sono saltate perché la controparte vuole ulteriormente precarizzare e flessibilizzare questo lavoro, non riconoscendo la professionalità dei lavoratori e tenta un abbassamento strutturale e una contrazione dei diritti. In un settore che è il perno del'innovazione del paese non si può passare dal mancato riconoscimento di un salario adeguato. Serve anche una formazione continua dei lavoratori".

"Due anni trascorsi con una serie di crisi di varie aziende, ricavi ridotti per concorrenza sfrenata. Chiediamo un rinnovo per incrementare i diritti contro aziende che chiedono maggiore flessibilità. La Asstel", ovvero l'associazione nazionale che raggruppa le compagnie e le imprese del settore "deve dare un contratto dignitoso a tutti i lavoratori" è la richiesta, invece, di Oronzo Moraglia, segretario regionale Fistel-Cisl.

Numerosi dipendenti delle aziende del territorio hanno deciso di incrociare le braccia per chiedere un miglioramento delle proprie condizioni: "Bisogna a un certo punto ridare dignità a un lavoro che ha una definizione molto precisa - ha affermato Emanuela Sterlacci, Rsa-Uilcom Exprivia Molfetta - coinvolge un numero di persone molto elevato. Il gioco al ribasso non va più bene. Il  lavoro deve essere dignitoso per tutte le categoria, in particolare per una fetta della popolazione giovanile e non che da anni attende il suo. Le trattative del rinnovo contrattuale sono a punto zero. Ciò che si mette sul tavolo è inaccettabile per lavoratori preparati che svolgono il proprio lavoro con grande impegno".

Stesso clima anche per i circa 1500 pugliesi dipendenti della Tim: "Il contratto - afferma Lino Romanelli, Rsu Slc-Cgil - secondo le intezioni di Asstel vorrebbe inglobare il job act introducendo ulteriore flessibilità o anche un demansionamento di 2 livelli. C'è anche il tentativo di introdurre il controllo a distanza: nei call center si vive già con precarietà e ciò impedirebbe un ritmo di lavoro ancora più assillante".

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