Accesso più facile per le famiglie numerose e con più figli: le nuove regole per accedere al Reddito di Dignità 3.0

La nuova versione della misura regionale di sostegno al reddito questa volta si rivolge direttamente a coloro che non abbiano avuto i requisiti per presentare la domanda del Reddito di Cittadinanza

Riparte da maggio il Reddito di dignità 3.0, la nuova versione della misura regionale di sostegno al reddito che questa volta si rivolge direttamente a coloro che non abbiano avuto i requisiti per presentare la domanda del Reddito di Cittadinanza. I criteri di accesso e gli indirizzi operativi per il 2019 e gli anni successivi, sono contenuti , spiega la Regione Puglia in una nota, nella delibera di Giunta del 9 aprile scorso "e che fondamentalmente rende più semplici e dirette anche le modalità di pagamento del sostegno". L'iniziativa è stata illustrata nella sede Anci di Bari.

Come funzionerà il Reddito di Dignità 3.0

Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano tra le principali novità della nuova versione 30.0 del ReD, c’è prima fra tutte l’autonomia con la quale procederà la misura, rivolgendosi cioè solo a coloro che non abbiano i requisiti per presentare la domanda del Reddito di Cittadinanza, ovvero per i quali il Reddito di Cittadinanza non fornisce risposte adeguate. La nuova misura del ReD, sottolinea Emiliano, è stata approvata negli stessi giorni in cui cominciavano ad arrivare gli esiti delle oltre 71 mila domande presentate da cittadini pugliesi (pari all’8,9% delle oltre 800.000 domande presentate a livello nazionale) per accedere al Reddito di Cittadinanza, la misura nazionale di sostegno al reddito. La misura regionale è rivolta dunque proprio a coloro che non potranno accedere a quella nazionale e ai nuclei familiari in condizioni di fragilità, che risultano penalizzati dai criteri di accesso del Reddito di cittadinanza Le tipologie di persone alle quali i servizi Sociali professionali dei Comuni pugliesi potranno attivare direttamente la procedura di accesso al ReD 3.0, contestualmente alla fase di presa in carico per gli ulteriori bisogni sociali manifestati, sono, spiega ancora la Regione, "ad esempio un disabile adulto senza supporto familiare, una donna vittima di violenza e senza nucleo familiare di sostegno, persone senza dimora o dimora fittizia presso il Comune, e genitori senza dimora a seguito della separazione dal coniuge. Per loro la possibilità di accesso è sempre attiva, già da inizio anno. Inoltre si è cercato di assumere a riferimento per il ReD 3.0 anche altre tipologie di persone che versano in condizione di grave fragilità economica e che – per i requisiti fissati dalla l. n. 26/2019 sul Reddito di Cittadinanza – sarebbero stati estromessi da RdC: e così, a parità di ISEE pari a 9.360 euro potranno presentare in Puglia la domanda anche coloro che non hanno gli ultimi due anni continuativi di residenza in Italia (come gli immigrati regolarmente soggiornanti, ma anche e soprattutto gli italiani emigrati all’estero che rientrano dopo un periodo di lavoro o una vita trascorsa oltreoceano).

La Giunta Regionale, inoltre, ha scelto di rendere più facile l’accesso e più favorevole la determinazione del contributo economico anche per le famiglie numerose e le famiglie con almeno 3 figli minori che, per la scala di equivalenza utilizzata dalla legge n. 26/2019 e per le modalità di calcolo del beneficio, non avrebbero potuto accedere a RdC ovvero che, pur avendo presentato domanda, si vedono restituire importi ricalcolati davvero bassi. Facendo un esempio, una famiglia al cui interno sia presente un disabile grave, una famiglia numerosa con 5 o più componenti e una famiglia con almeno 3 figli minori, potrà presentare domanda di ReD 3.0 con un ISEE fino a 20.000 euro. Per tutti la possibilità di presentare domanda sarà attivata gradualmente tra maggio e luglio, in relazione anche alla necessità che per alcuni sarà necessario attendere la restituzione degli esiti corretti da parte di INPS sulle domande di Reddito di Cittadinanza respinte o accolte con importi irrisori.

Sarà sempre una domanda on line, compilabile anche in autonomia ovvero con il supporto degli sportelli CAF e Patronato, con la necessità di sottoscrivere un patto di inclusione per avere l’attivazione del beneficio economico. Perchè il Reddito di Dignità pugliese resta una misura attiva, cioè tutti coloro che riceveranno il ReD 3.0 dovranno svolgere un tirocinio, oppure un lavoro di comunità a beneficio del proprio nucleo, del proprio condominio, del proprio quartiere o della propria comunità di riferimento.

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