Quindici esuberi alla Engie di Bari, i lavoratori scioperano per quattro ore. I sindacati : "Decisione improvvisa dell'azienda"

Decisione del colosso francese della distribuzione di energia: nello stabilimento del capoluogo pugliese lavorano circa 90 persone. Il 9 luglio confronto tra sindacati, rsu e multinazionale

Foto Uilm Bari Fb

Si apre una nuova vertenza sindacale nella zona industriale di Bari: la Engie, colosso francese della distribuzione di energia elettrica e gas, ha avviato le procedure per il licenziamento di 15 lavoratori sui circa 90 del sito attivo da oltre 10 anni nel capoluogo pugliese. L'annuncio ha scatenato la protesta delle organizzazioni sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm: dopo l'assemblea di ieri si è svolto uno sciopero di 4 ore dei lavoratori.

"Esuberi decisi all'improvviso"

I licenziamenti rappresentano una vera e propria tegola sugli operai poiché in questi mesi è in corso l'armonizzazione dei loro contratti passati, la scorsa primavera, dalla categoria acqua-gas a quella dei metalmeccanici, con conseguente rimodulazione dei rappresentanti sindacali: "Durante le assemblee per l'elezione - spiega Saverio Gramegna, segretario Fiom Cgil Bari - l'azienda ha annunciato l'avvio dell'iter delle procedure di licenziamento. Riteniamo non sia stato il modo migliore per farlo. La decisione sugli esuberi è arrivata all'improvviso, senza un confronto utile con Engie. I lavoratori interessati sono quelli del settore backend, con funzioni accessorie - aggiunge Gramegna -. Il quadro della situazione, al momento, non è chiaro e nei mesi scorsi, dal sito di Bari sono state tolte alcune attività collocate in altri stabilimenti". Complessivamente, Engie conta, in Italia, su circa 2800 dipendenti di cui 90 proprio a Bari.

"Avanti con il confronto"

I sindacati sono pronti a proseguire la battaglia: "Abbiamo proposto un incontro - dice Riccardo Falcetta, segretario Uilm Bari - per il 9 luglio con azienda, rsu e rappresentanze sindacali. In quella sede comprenderemo se Engie potrà indietreggiare in merito alla questione. Bisognerebbe capire il perchè abbia preso questa decisione. Le attività nel sito ci sono. Tra l'altro, l'armonizzazione dei contratto non prevede cambiamenti, in termini dei diritti, da parte dei lavoratori" conclude Falcetta, invocando un "dietrofront" da parte dei vertici aziendali.

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