Rischio licenziamenti, sit-in dei lavoratori Sirti: presidio in piazza Prefettura

I potenziali esuberi annunciati sono 833 in tutta Italia, circa 100 in Puglia. Intanto ieri l'azienda, nell'ambito degli incontri al Mise sulla vertenza, ha accettato di sospendere la procedura di licenziamento

Il sit-in - Foto Cgil Bari

A rischiare il posto di lavoro sono in 833 in tutta Italia, un centinaio soltanto in Puglia. Sono i dipendenti della Sirti, l'azienda di infrastrutture per le telecomunicazioni che da settimane protestano per dire no agli esuberi dichiarati lo scorso 14 febbraio dalla società. Questa mattina un sit-in si è tenuto davanti alla sede della Prefettura a Bari. 

Licenziamenti congelati ma la lotta continua

Intanto ieri, 12 marzo, nel corso dell'incontro sulla vertenza che si è tenuto al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico, i vertici aziendali di Sirti hanno accolto la richiesta di sospensione dei termini della procedura di licenziamento per 833 dipendenti, per consentire lo svolgimento di un incontro che si terrà il 21 marzo a Milano, presso la sede di Assolombarda. "Il ministero, che ritiene i termini della procedura non condivisibili, si è impegnato a inserire la nostra richiesta di un tavolo di settore sulle telecomunicazioni all'interno dei tavoli di discussione settoriali già aperti”, spiega Pietro Locatelli, coordinatore nazionale Sirti per la Fiom Cgil: “Giovedì 21 marzo vedremo 'le carte' dell'azienda, di conseguenza valuteremo il sussistere delle condizioni per proseguire o meno il confronto. Nel frattempo la settimana della lotta prosegue con le manifestazioni di Bari, Treviso e Milano”.

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La richiesta dei sindacati: "Obiettivo esuberi zero"

“All’azienda chiediamo di concordare l’obiettivo esuberi zero per il tramite di ammortizzatori sociali di accompagnamento al pensionamento, l’uso di ammortizzatori conservativi del posto di lavoro, la riduzione dell’utilizzo dei subappalti e la riconversione professionale”, spiegano Pietro Locatelli, Marco Giglio e Michele Paliani (coordinatori nazionali Fiom, Fim e Uilm della Sirti): “Al governo chiediamo di convocare tutte le parti a vario titolo coinvolte nel settore per costituire un tavolo nazionale di settore permanente che, a partire da questa drammatica vertenza, possa dare risposte immediate e di prospettiva per la salvaguardia dei posti di lavoro e determinare politiche industriali di tendenza per un settore così strategico per il Paese”. Fiom, Fim e Uilm nazionali, dunque, respingono decisamente “un piano di ristrutturazione e riorganizzazione che scarica drammaticamente sui lavoratori le conseguenze di un mercato delle telecomunicazioni senza governo, con scelte aziendali miopi e sbagliate”. I sindacati spiegano che Sirti “ha ricondotto tale decisione alle condizioni di mercato, che hanno generato pesanti perdite finanziarie nell’ultimo biennio, scarsa marginalità e ulteriore frammentazione dei soggetti imprenditoriali concorrenti”.
 

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