"Contratto bloccato, flessibilità selvaggia e assenza di tutele", lavoratori della vigilanza privata verso lo sciopero

Annunciate due giornate di mobilitazione nazionale, 1 e 2 agosto, a sostegno della vertenza per il rinnovo del CCNL scaduto da oltre 42 mesi. Domani sit-in dei sindacati in piazza Prefettura

Tornano a scioperare i lavoratori della vigilanza privata e servizi fiduciari. Due giorni di mobilitazione nazionale, 1 e 2 agosto, sono stati proclamati da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil "a sostegno della vertenza per il rinnovo del CCNL scaduto da oltre 42 mesi". A Bari nella giornata di domani, giovedì 1 Agosto, si terrà un presidio unitario in Prefettura.

"A tre anni e mezzo dalla scadenza del CCNL della vigilanza privata e servizi fiduciari le associazioni delle imprese hanno gettato la maschera - affermano i sindacati - La parte datoriale ha chiesto di sottoscrivere un contratto nettamente peggiorativo: riduzione del trattamento di malattia e del periodo di comporto anche per l’infortunio; flessibilità selvaggia gestita unilateralmente dalle imprese; riduzione del riposo giornaliero in mano alle imprese; riposo settimanale nella media dei 14 giorni e possibilità di spostarlo oltre il 14° giorno; aumenti salariali insignificanti".

Precarietà e assenza di tutele: "Organizzazione del lavoro selvaggia"

"Non è accettabile proseguire un confronto con proposte provocatorie - afferma Antonio Miccoli, Segretario Provinciale della Filcams CGIL di Bari - l'1 e il 2 agosto si sciopera per chiedere un contratto adeguato senza peggiorare le condizioni dei lavoratori del settore, noi tutti chiediamo più sicurezza, maggior rispetto dei lavoratori in appalto, e soprattutto maggior dignità per un lavoro spesso invisibile". Miccoli evidenzia "l’irricevibilità" delle proposte della controparte, in particolare quelle inerenti l’organizzazione del lavoro e il mercato del lavoro "che espongono i lavoratori ad ogni genere di rischio". "Inoltre, in un settore che praticamente vive solo di commesse in appalto, le associazioni chiedono anche di non riconoscere le normali garanzie a favore della continuità occupazionale e il mantenimento dei diritti acquisiti nel passaggio da un’azienda a un’altra, riconducendo alla più completa precarietà lavoratori che compiono identiche mansioni pur cambiando continuamente ditta di appartenenza, spesso in appalti pubblici. Un settore già compromesso da un’organizzazione del lavoro selvaggia, turni spesso fino a 13 ore al giorno, ore di lavoro straordinario che superano l’ordinario e mancanza di riposi idonei al recupero psicofisico, basso salario e forte assenza di tutele per la sicurezza, forti criticità per il parco auto e dei mezzi blindati con dispositivi obsoleti e insicuri forniti dalle società del settore. Tutto ciò non solo è intollerabile - commenta Miccoli - ma sono del tutto evidenti ancora una volta i limiti delle imprese del settore, per le quali la gara al massimo ribasso sui costi si trasforma in una gara al massimo ribasso anche sui diritti dei lavoratori e sui servizi offerti all’utenza pubblica e privata riducendo qualità e competitività positiva nel settore.  

"No a gare al ribasso sul lavoro"

"Da Nord a Sud - afferma Barbara Neglia, Segretaria Generale Filcams-CGIL Puglia - la mobilitazione delle guardie giurate e degli operatori dei servizi fiduciari per lo sciopero nazionale nelle giornate di giovedì 1 e venerdì 2 agosto sarà imponente, è necessario scioperare per il diritto al rinnovo del CCNL, scaduto da 42 mesi, per chiedere condizioni normative e salariali dignitose. La risposta della parte datoria - prosegue - è una gara al ribasso sul costo del lavoro, poche certezze sulla continuità occupazionale e la richiesta di introduzione di forme di precariato insopportabili, peggiorando le condizioni dei lavoratori del settore".

Duemila lavoratori coinvolti in provincia di Bari

Nel complesso, la vertenza riguarda in tutta Italia circa 70.000 lavoratori di cui almeno 2000 della provincia di Bari, impiegati quotidianamente in diverse mansioni a servizio di istituzioni, aziende e cittadini. I sindacati hanno anche avviato una campagna di raccolta firme tra tutti i lavoratori per inviare al Ministero dell’Interno e al Ministero del Lavoro due distinte lettere per sollecitare la loro attenzione sui principali problemi che affliggono il settore.

Lo sciopero degli addetti alla sicurezza dei varchi aeroportuali del sito di Bari-Palese si terrà invece nella giornata del 6 settembre.

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