"Rinnovo del contratto e più tutele", scioperano i lavoratori della vigilanza privata: sit-in davanti alla Prefettura

La protesta per il primo dei due giorni di mobilitazione indetti a livello nazionale dai sindacati, per chiedere lo sblocco del contratto fermo da più di tre anni e migliori condizioni per gli operatori del settore

Foto Fb Fisascat Cisl Bari

In piazza per chiedere "un rinnovo contrattuale adeguato", "migliori condizioni di lavoro" contro una "flessibilità senza regole" e più tutele per chi quotidiamente opera nel settore. Sono tornati a manifestare questa mattina, davanti alla Prefettura in piazza Libertà, i lavoratori del settore della vigilanza privata e dei servizi fiduciari. Il sit-in si è tenuto in concomitanza con il primo dei due giorni di sciopero proclamati a livello nazionale da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

"A tre anni e mezzo dalla scadenza del CCNL della vigilanza privata e servizi fiduciari le associazioni delle imprese hanno gettato la maschera - spiegano i sindacati - La parte datoriale ha chiesto di sottoscrivere un contratto nettamente peggiorativo: riduzione del trattamento di malattia e del periodo di comporto anche per l’infortunio; flessibilità selvaggia gestita unilateralmente dalle imprese; riduzione del riposo giornaliero in mano alle imprese; riposo settimanale nella media dei 14 giorni e possibilità di spostarlo oltre il 14° giorno; aumenti salariali insignificanti".

Per i sindacati "continua a prevalere un atteggiamento strisciante contrario a realizzare la riforma contrattuale necessaria per un settore che quotidianamente dimostra i mali di cui soffre e che purtroppo si scaricano continuamente sulle spalle dei lavoratori, come dimostrato anche dalle numerose e conclamate situazioni di crisi aziendali nonché di sistematica violazione delle regole contrattuali esistenti".

Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs "non può passare sotto traccia tale fenomeno" e ancora "è necessario un intervento decisivo da parte dei Ministeri del Lavoro e dell’Interno, anche nelle loro articolazioni territoriali. Non ci si può ricordare della funzione esercitata dagli addetti del comparto in tema di sicurezza solo in occasione degli scioperi mediante le precettazioni. Quotidianamente, il loro lavoro deve essere valorizzato e ciò non può certamente avvenire se non si garantisce un aumento salariale, migliori condizioni di lavoro nel rispetto anche della vita extra lavorativa, di salute e sicurezza sul lavoro, turni di lavoro idonei al recupero delle energie psicofisiche".
 

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