venerdì, 25 aprile 16℃

Studiare: con l'esperienza all'estero l'assunzione e' più facile

Le aziende italiane premiano chi ha vissuto all'estero, ma solo un italiano su dieci lo fa. E le aziende straniere, soprattutto in Svizzera e in Francia, pagano di più. Soprattutto gli uomini.

Comunicato Stampa

 

E' in fase conclusiva, a Lecce, l'ultima sessione di esami per i centosedici corsisti pugliesi, protagonisti dei "Master Europei 2012" dell'Università del Salento, gli unici in Italia a svolgersi in tre Paesi diversi: Italia, Polonia, Belgio. Dopo la fase della didattica, apertasi a gennaio e conclusasi a Bruxelles la scorsa settimana, una breve pausa prima di iniziare gli stage a settembre: per i più meritevoli l'inserimento presso le principali istituzioni europee. Gli studenti dei Master Europei (European Translator, Tourism Management, European ICT, European Business Law, EU Projects, e Human Resources Management), che hanno potuto godere delle borse di studio offerte dalla Regione Puglia, sono consapevoli che studiare e viaggiare sia importante per il loro futuro.

Secondo i dati Almalaurea le esperienze di studio all'estero (comprendono Erasmus, altri programmi riconosciuti dal corso di studi e attività su iniziativa personale) coinvolgono oggi il 10,2 per cento dei laureati di primo livello. Nel 2011, 49 laureati su 100 sono "stanziali", ovvero hanno concluso il percorso di studi universitari nella stessa provincia in cui hanno ottenuto il diploma. Altri 26 si sono spostati al massimo in una provincia limitrofa a quella in cui si erano diplomati. Altri 11 su cento si sono spostati ma sono rimasti nella stessa ripartizione geografica; 12 su cento hanno effettuato una migrazione per studio dal Sud al Centro-Nord, i rimanenti 2 su cento, infine, avevano ottenuto il diploma all'estero.

Eppure viaggiare premia; secondo l'indagine Eurobarometro gli imprenditori italiani danno molta importanza ad uno stage all'estero: il 45 per cento li ritiene un elemento importante, 16 punti percentuali in più della media europea (29 per cento). Anche gli studi all'estero possono facilitare l'assunzione in un'impresa: per il 36 per cento è un elemento molto importante. I giovani pugliesi risultano particolarmente pigri: secondo i dati Almalaurea solo il 7,8% degli universitari iscritti all'Università di Bari ha svolto un periodo di studio all'estero nel corso degli studi universitari. Quelli del Politecnico di Bari salgono all'8,1%. Gli universitari di Foggia hanno fatto ancora di meno /6,2%), mentre quelli che viaggiano di più sono quelli della LUM Casamassima (13,8%) e Salento (10,2%).

«L'Unione Europea sta ancora vivendo momenti difficili sia in termini economici e sociali al fine di uscire da questa crisi» - ha spiegato Jerzy Buzek, ex presidente del Parlamento Europeo ed ex Primo ministro della Polonia, «Abbiamo bisogno di rendere la ricerca e l'istruzione una delle nostre priorità. Sono felice che i giovani di oggi abbiano la possibilità di crescere, di scambiare esperienze, di essere coinvolto in alcuni progetti molto ambiziosi, come questi programmi di Master Europei dell'Università del Salento. Sono contento che ora siete in grado di realizzare i vostri sogni».

Secondo i dati 2011 Almalaurea, il titolo acquisito in Italia risulta più efficace in territorio straniero; è infatti efficace per 51 laureati specialistici che lavorano all'estero (è del 44% tra quanti sono rimasti in patria). Ad un anno dal conseguimento del titolo di secondo livello lavora all'estero ben il 6% degli occupati. Quanti decidono di spostarsi all'estero per motivi lavorativi risultano mediamente più brillanti rispetto a quanti decidono di rimanere in madrepatria: infatti il 54,5% degli occupati all'estero mostra un punteggio negli esami più elevato. I principali paesi verso cui si rivolgono i laureati italiani sono Francia (17%), Regno Unito (15%), Svizzera (10,5%), Germania (9%) e Spagna (7%). Ad un anno dalla laurea, ha un lavoro stabile il 42% degli italiani occupati all'estero, 9 punti percentuali in più rispetto al complesso degli specialistici italiani occupati in patria.

Le retribuzioni medie mensili sono notevolmente superiori a quelle degli occupati in Italia: gli specialistici trasferitisi all'estero guadagnano, ad un anno, 1.572 euro contro 1.058 dei colleghi rimasti in madrepatria. Più nel dettaglio, 2.248 euro sono dichiarati da coloro che lavorano in Svizzera, 1.681 dagli occupati italiani in Francia, 1.436 da quelli in Germania, 1.385 dai colleghi occupati nel Regno Unito. Solo i laureati italiani in Spagna guadagnano meno: 1.002 euro. Il differenziale a favore degli uomini permane: gli uomini guadagno in media 1.863 euro netti al mese, contro i 1.527 delle loro colleghe.

«I "Master Europei" rappresentano per i giovani una grande opportunità di approfondimento e di studio all'interno dell'Europa» - dichiara Loredana Capone, Vicepresidente della Regione Puglia - «La mobilità sociale è una grande opportunità per chi vuole lavorare: si potranno portare in Italia nuovi modelli e potranno consentire ai giovani di aprire nuove attività che non siano necessariamente di tipo subordinato. In un momento in cui la crisi economica vede le imprese sempre meno investire in nuova occupazione, la professionalizzazione e l'approfondimento delle conoscenze dà a chi le consegue una maggiore possibilità di assunzione».