LA LETTERA - Vertenza Servirail, un dipendente racconta la sua storia

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un dipendente della Servirail, la società che cura il servizio sui treni notte di Trenitalia e che il prossimo 11 dicembre chiuderà, lasciando senza lavoro 45 dipendenti solo in Puglia

"Egregio Sig. Direttore,

sono MANZARI SAVERIO, un dipendente pugliese della SERVIRAIL ex WAGON LITS, con un figlio diciottenne gravemente ammalato di cancro da circa tre anni, che curo interamente a mie spese, non potendo contare né sull’aiuto delle istituzioni, né sullo stipendio di mia moglie che per accudire nostro figlio ha dovuto rinunciare al suo lavoro.
L’11 DICEMBRE P.V., SARÒ LICENZIATO IN TRONCO INSIEME A 44 COLLEGHI DELLA MIA REGIONE.

Sono veramente indignato per aver visto, nelle ultime settimane, i vari TG decantare la genialità e la sollecitudine con le quali l’amministratore delegato delle FS Ing. Mauro Moretti, negli ultimi tempi, ha letteralmente stravolto le sorti dei trasporti italiani. Prima ha pubblicizzato i nuovi treni ad alta velocità dotati di ogni confort e addirittura di una zona relax, dove starsene comodamente seduti senza essere disturbati da compagni di viaggio poco rispettosi. Sono seguite interviste a persone entusiaste di questa nuova “creazione” di Trenitalia. Nei giorni seguenti si è riproposto l’Ing. Moretti affianco del Presidente Napolitano, inaugurare la nuova stazione Tiburtina con volti sorridenti e soddisfatti e con grande sfoggio dei lussuosi ambienti interni che, come i treni ad alta velocità, saranno certamente costati un capitale, in barba al periodo di profonda crisi che, il “Belpaese” sta attraversando.

Ma, un buon giornalista sa che esiste il dovere di cronaca che dovrebbe portare la gente a essere informata non solo sugli aspetti positivi, ma anche e soprattutto, su quelli negativi della stessa faccenda.
Nei vari TG non è stato per niente menzionato che il Dott. Moretti, mentre da una parte appare e riscuote consensi per la “genialità” del suo operato dall’altra viene ripetutamente contestato a Napoli, a Roma, a Bari, a Messina e in altri centri d’Italia, perché in contemporanea sta applicando una politica di soppressione del trasporto ferroviario, soprattutto al Sud, che vedrà l’11 dicembre finire nella disperazione e sul lastrico più di 800 dipendenti del servizio notturno (Vagoni Letto e Cuccette).

È dal mese di luglio 2011 che il Dott. Moretti ha posto in essere una sorta di mobbing psicologico su questi dipendenti e sulle loro famiglie che, a differenza di tante altre famiglie italiane, non passeranno certo un buon Natale.
Trenitalia da giorni utilizza dei treni T.V.T. (Transdev, Veolia, Trenitalia) per svolgere servizio notturno (Vagoni Letto e Cuccette) da Parigi a Venezia, con personale francese e fa in modo che i treni, da e per il sud Italia, siano semivuoti e quindi costosi e da togliere. Per accelerare questo processo, i Vagoni Letto sono stati trasformati in posti a sedere, con la conseguenza che i viaggiatori optano per altre vie.

I Vagoni Letto, per circa 60 anni, sono stati il fiore all’occhiello della FS, utilizzati un po’ da tutti i pendolari (famiglie, studenti, lavoratori) che dal sud raggiungevano il nord e viceversa. Oggi, una mente “saggia”, di punto in bianco, decide che non c’è più bisogno dei treni notturni che vengono, così, surclassati e soppressi perché ritenuti obsoleti. Il paradosso è che si adotta una nuova politica economica, degna della su citata mente, che vuole che i treni provenienti dalla linea Tirrenica si fermino a Roma, quelli provenienti dalla linea Adriatica si fermino a Bologna e da lì con i treni ad alta velocità raggiungano il Nord. Tutto questo comporterà un elevato disagio per i viaggiatori che saranno costretti a cambiare treno, con un conseguente incremento del costo del biglietto che ha dell’inverosimile.

Il Dott. Moretti pensa davvero che in questo modo si risolleveranno le sorti dell’economia italiana e delle FS?
In tal modo, si cerca di alleggerire ulteriormente le tasche degli italiani, già troppo svuotate dalle varie finanziarie senza pensare alle persone, ai portatori di handicap, agli anziani, ai bambini, che saranno sottoposti ad una vera e propria vessazione, se mai decideranno di usare ancora i treni per i loro spostamenti.
Da mesi, abbiamo cercato di interessare gli organi di stampa, i vari notiziari di Rai e Mediaset, Striscia la Notizia e anche il Presidente della Repubblica, ma abbiamo avuto solo l’attenzione di qualche emittente privata pugliese e di testate giornalistiche locali. A livello nazionale, ci siamo sentiti snobbati e umiliati da tutti, tranne da “ La Repubblica”. Abbiamo più volte manifestato anche a Roma, con l’aiuto degli esponenti della Regione Puglia e delle varie sigle sindacali, senza che mai nessuno abbia parlato di noi e del nostro dramma.

È mai possibile che, per conquistarsi le luci della ribalta, bisogna necessariamente sfociare nella violenza, come fanno i black block  o compiere una rapina in banca prendendo in ostaggio un po’ di persone? Gli scioperi dignitosi non servono?
Più volte i politici e i sindacalisti pugliesi hanno cercato di essere ricevuti dal Dott. Moretti. Rare volte ci sono riusciti; e quando l’hanno fatto si sono trovati di fronte una persona completamente sorda a qualsiasi richiesta di aiuto, tutta concentrata sui collegamenti ad alta velocità, per la cui realizzazione, si passerebbe con nonchalance sui cadaveri di 800 dipendenti e delle loro famiglie. L’Ing. ha più volte rimarcato che il problema non riguarda la sua persona perché, anche se il personale delle vetture letto lavora su treni FS con la divisa FS e con gli stessi strumenti tecnologici, appartiene alla Servirail, una ditta in appalto alla FS. Vero è che nelle ultime gare d’appalto, con questa e con altre società, Trenitalia ha giocato fortemente al ribasso, impedendo così materialmente alla Servirail di presentarsi. E così per i propri interessi si permette che vadano all’inferno tante famiglie senza alzare un dito. Al contempo, da una parte si permette a questa persona di mettere in pratica licenziamenti ingiusti e cruenti, dall’altra di bandire nuovi concorsi per l’assunzione di circa 600 ferrovieri.

Questa è l’Italia del finto perbenismo e del pressappochismo in cui tutto è lecito!
Spero che Lei, come gli altri, non voglia gettare queste mie parole nel dimenticatoio, non voglia cancellare una simile vergogna con l’oblio e che voglia, invece, gettar luce e dar voce alla disperazione di un pover’uomo che, altro non chiede se non di lavorare dignitosamente per poter curare suo figlio e mantenere la sua famiglia.

Chiedo venia se mi sono dilungato più del normale, ma era necessario per far capire il mio disappunto e quello dei miei colleghi . Dal 2 dicembre saremo presenti nella Stazione Centrale di Bari con un presidio permanente. Siamo ormai disperati e pronti anche a occupare i binari con i nostri figli e le nostre famiglie, perché se per noi non ci sarà futuro né dignità non ci sarà altro da fare.

Nell’augurarmi un esito benevolo le porgo
                                             Distinti Saluti"

 

 

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