Al Bif&fst la lezione di cinema di Andréa Ferréol: "Marco Ferreri? Grazie a lui la svolta della mia carriera"

L'attrice francese, interprete de 'La grande abbuffata', protagonista della masterclass al Petruzzelli per la terza giornata del festival: "Dopo il film con Ferreri si aprirono le porte del cinema internazionale"

E' stata Andréa Ferréol la protagonista della masterclass al Petruzzelli nella terza giornata del Bif&st 2018. Nell’anno in cui il festival rende omaggio a Marco Ferreri, con una retrospettiva e una grande mostra fotografica, l'attrice francese, che per lui interpretò 'La grande abbuffata', ha a lungo parlato del regista e di quel film (proiettato in sala prima della conversazione con il critico Jean Gili) che ha lanciato la sua carriera internazionale.

“Marco Ferreri ha dato una svolta della mia carriera. All’epoca avevo fatto solo un po’ di teatro e pochissimi film ma dopo La grande abbuffata si sono aperte le porte del cinema internazionale”.

L'incontro con Ferreri e 'La grande Abbuffata'

“Ferreri aveva un secondo aiuto francese che stava cercando per lui un’attrice un po’ cicciottella. Una sua amica che mi aveva visto in teatro gli segnalò il mio nome e lui mi fece leggere la sceneggiatura che mi piacque subito molto. Onestamente all’epoca con conoscevo Ferreri ma fortunatamente in quei giorni, a Parigi, una sala stava proiettando tutti i suoi film, uno ogni mattina, così potei approfondire il suo cinema e intanto iniziai a mangiare per acquisire peso, arrivando da poco più di 60 fino a 85 chili. Ci fu quindi un primo incontro con il fotografo di scena che mi fece alcuni scatti e un mese dopo, finalmente, fui chiamata da Ferreri notando che le pareti del suo studio erano completamente tappezzate dalle mie fotografie. Mi disse che mi prendeva e a me sembrò di volare!”. Come ha affrontato le tante scene di sesso? “In realtà c’era molto più sesso nella sceneggiatura originale ma Ferreri volle poi addolcirla durante le riprese. Comunque tutti e quattro i miei partner furono molto protettivi nei miei confronti, comprendevano quanto fossi inesperta all’epoca e si comportarono come dei veri gentleman. Nella scena in cui Mastroianni doveva toccarmi il sedere, gli confessai il mio disagio ma Marcello mi confortò dicendomi che in realtà non mi avrebbe toccato direttamente. Non ci potevo credere ma fu proprio così: grazie alla posizione della macchina da presa, lo spettatore ha l’impressione che il suo personaggio mi accarezzi il sedere, in realtà non lo aveva neppure sfiorato!”. A Cannes il film fu accolto in modo contrastante, tra chi lo giudicò subito un capolavoro e chi lo considerava eccessivamente volgare. “Io lo vidi al Festival per la prima volta, c’erano con me mio padre e mio fratello ma non mia madre, cui chiesi di non venire e che poi non lo vide mai. Alla fine, quando il pubblico si divise tra applausi e fischi, mi girai verso mio padre che alzò il pollice in segno di approvazione. All’uscita, invece, una signora mi fermò e mi disse che si vergognava di essere francese. Fu uno scandalo pazzesco, cosa di cui Ferreri era molto contento, era quello che voleva. E infatti fu il suo più grande successo!”.

La carriera tra cinema, teatro e tv

Dopo La grande abbuffata – che però fu girato interamente in Francia - Andréa Ferréol ha iniziato a lavorare più volte in Italia. “Mi sono subito innamorata del vostro paese, l’ho considerata fin dal primo momento come casa mia e ho iniziato a venirci sempre più spesso”. In Italia, l’attrice ha dapprima lavorato con registi poco noti e poi via via è arrivata a essere diretta più volte da Pasquale Festa Campanile (“molto simpatico ma sul set beveva un fernet dietro l’altro”) e poi da Mario Monicelli, Ettore Scola (“geniale e infaticabile”), Francesco Rosi, Giuliano Montaldo, Liliana Cavani, Franco Brusati. “Sempre doppiata, però, così che c’è voluto parecchio tempo perché imparassi l’italiano. Le prime parole che ho imparato sono state le parolacce che Ferreri diceva sul set.” Dagli anni ’70 ai ’90, Andréa Ferréol ha lavorato con tanti grandi registi europei e non solo. “All’inizio ho rifiutato molti film perché mi offrivano ruoli simili a quello di La grande abbuffata. Ho quindi dovuto costruire la mia carriera passo dopo passo ma sono stata fortunata se ho potuto essere diretta, tra gli altri, da François Truffaut, Volker Schlöndorff, Reiner Werner Fassbinder, Peter Greenaway, Samuel Fuller, Tony Richardson…”. “Oggi è sempre più difficile avere ruoli alla mia età, pensate che il mio agente inglese mi ha scaricato quando ho compiuto 50 anni. In Italia, l’ultimo film che ho interpretato è stato Sono pazzo di Iris Blond con Carlo Verdone, in cui peraltro ho recitato con la mia vera voce. Fu un grande successo, qui da voi, però stranamente è stato anche il mio ultimo film italiano. In Francia faccio un po’ di teatro, molta televisione e l’anno scorso, però, ho interpretato due film. Ora ci sono cinque progetti in ballo, speriamo bene.” Andréa Ferréol ha poi più rivisto Marco Ferreri? “L’ho incontrato per caso sugli Champs-Élysées molto tempo dopo La grande abbuffata. Notò che ero dimagrita e mi disse: ‘Sei una stronza, non hai capito niente!’”.
 

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