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Confessioni di un settentrionale (come il nord decise per il sud)

Presso Centro storico, Balconata di Santo Stefano Dal 28/07/2012 Al 28/07/2012

"Chi controlla il passato… controlla il futuro" (G. Orwell)

 
Da molto tempo, vivendo in Puglia, mi sono chiesto il perché dello sguardo interrogativo dei miei amici del Nord alla notizia della mia scelta di vivere nel Meridione Italiano.
Gli stessi amici che avrebbero avuto sorrisi ammiccanti se avessi detto Sud America.
Ma ancora più strano era il trovare gli stessi sguardi d'incomprensione nei nuovi amici meridionali alla notizia che, sebbene nato e cresciuto a Genova (da famiglia pugliese), avessi deciso di vivere al Sud.
La percezione quindi, non di due Italie ma di una a Nord… e qualcos'altro al Sud.
Da anni ricerco i motivi di questo stato di cose nella storia di questa terra. E la particolarità che risulta evidente è che in qualunque epoca i "mediterranei" hanno spiccato in commercio, cultura, civiltà lasciando testimonianze al mondo intero pari a tutte le più grandi civiltà del globo.
Qualcosa di terribile deve essere successo… dopo.
Se dalla "Magna Grecia" in poi queste terre hanno partecipato alla crescita delle civiltà di Oriente e Occidente, cosa può averle trasformate in una "palla al piede" (o altre definizioni date) negli ultimi 150 anni? Perché è proprio dall'Unità d'Italia che si scopre un Sud indolente, inutile, incapace e bisognoso di assistenza…
Nelle Confessioni di un Settentrionale si darà voce ai grandi fondatori della patria (regolarmente settentrionali) che "a microfoni spenti" confessano le loro reali ambizioni.
Una vera e propria esposizione di una serie di documenti tutti datati fra il 1840 e il 1890.
Lettere, scritti privati, poetiche e dichiarazioni parlamentari di personaggi quali Bixio, Nievo, Cavour, Garibaldi, Abba, Saffi e altri protagonisti che la storia ha consacrato come eroi e liberatori appartenenti ormai alla leggenda della nostra Nazione.
La presentazione si sviluppa in maniera documentaria e artistica in una successione e concatenamento di fatti, date e personaggi.
Va chiarito l'intento dell'operazione che non vuole essere una restaurazione della monarchia precedente o condanna della monarchia successiva, tantomeno una sponda politica mirata alla secessione. Piuttosto la volontà di una chiarezza storica mirata a una vera unificazione, con la convinzione che un'Italia veramente unita potrebbe nuovamente portare quell'esempio di civiltà che il mondo ha apprezzato per secoli, o meglio, fino al 1861.
Un messaggio per tutti, per una presa di coscienza realistica, di un Paese reale, attraverso la realtà storica, non condizionata dalle esigenze di mercato, politica e potere.
 
Antonio Minelli
 
Ingresso Gratuito (info: 0804052487)

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