Due sconosciuti, uno sguardo, zero parole: 'Eye contact' sfida le conversazioni sui social

L'iniziativa, organizzata dal movimento sociale 'The Liberators', prevede che due persone si siedano di fronte e si guardino negli occhi per un minuto senza parlare. Il prossimo evento si terrà domani a Parco 2 Giugno

Sedersi di fronte ad uno persone che non conosciamo, guardandola negli occhi per un minuto. Il perché di questo gesto? "Per far capire alle persone che in fondo nessuno è davvero uno sconosciuto". Il trentenne Nicola Diacono si divide tra la professione di grafico pubblicitario e l'organizzazione degli eventi sociali del suo movimento 'The Liberators of Bari'. Il prossimo - intitolato 'Eye contact' - si terrà dalle 17 alle 20 a Parco 2 Giugno a Bari domani, primo aprile: la formula prevede appunto un contatto visivo temporaneo tra due persone che non si conoscono, senza che nel mentre venga proferita parola

Non è la prima iniziativa di questo tipo creata da Diacono. "È il nostro quinto 'Eye contact' in Puglia - ci racconta -. Il movimento sociale è nato nel 2015, portando a Bari e a Giovinazzo l'idea dell'australiano Peter Sharp. La prima volta ci riunimmo in piazza del Ferrarese e fu sorprendente vedere quanto vasta fu la partecipazione: centinaia di personem donne e uomini di tutte le età, sedute una di fronte all'altra solo per riscoprire un contatto umano". L'idea alla base dell'Eye contact è proprio la riscoperta di un contatto 'faccia a faccia', elemento sempre più raro nell'era dei social network, dove gli scambi di opinioni avvengono con schermi e tastiere.

Qui invece non servono neanche le parole: "Basta uno sguardo - prosegue Diacono - e si crea una sorta di legame. Io stesso con questo tipo di eventi ho conosciuto diversi amici che frequento attualmente. Magari dopo che passa il minuto del contatto visivo, che può durare anche un periodo superiore o minore, le persone iniziano a conversare, approfondendo la loro conoscenza, spesso annullando la distanza creata dalle età e dai contesti sociali".

Si scopre così un modo alternativo per creare un 'ponte' tra due sconosciuti, esattamente come accade per gli "Abbracci della fiducia", altro evento dei The Liberators in cui il fattore fiducia diventa fondamentale. In questo caso, infatti, una persona si posiziona in piedi - con una benda sugli occhi - al centro del marciapiedi e aspetta che un passante gli regali un abbraccio. Esperimenti sociali, in cui ciascuno riscopre quanto è importante il contatto fisico tra le persone, e che in futuro potrebbero anche includere la musica: "Stiamo pensando - conclude Diacono - di organizzare mini concerti sui mezzi del trasporto pubblico, così da regalare un viaggio diverso a chi prende il bus in città".

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