I tesori archeologici di Ruvo tornano a casa: "Mostra permanente nell'ex convento dei domenicani"

Firmata una convenzione con la Soprintendenza, per esporre vasi, statue e altri reperti datati tra il V e il III secolo A.c, attualmente conservati nei depositi della Soprintendenza

I tesori archeologici di Ruvo, per anni conservati nei depositi della Soprintendenza delle Belle arti a Bari e Taranto, tornano a casa. E lo fanno grazie a un accordo, sottoscritto in mattinata tra il Comune di Ruvo e l'ente - rappresentato dal soprintendente Luigi La Rocca - esito di un lavoro di intermediazione da parte dell'assessore alla Cultura, Monica Filograno, e dello staff tecnico comunale.

La mostra permanente

Il primo annuncio è arrivato attraverso i social dal primo cittadino ruvese, Pasquale Chieco: con la firma dell'accordo, saranno portati in città vasi, statue e altri reperti - datato tra il V e il III secolo a.C - rinvenuti negli ultimi 40 anni sul territorio di Ruvo, in gran parte mai esposti pubblicamente. Parliamo quindi del periodo più fiorente della colonizzazione greca di Ruvo, quando quello che allora era solo un villaggio, intrattenne scambi commerciali con gran parte delle popolazioni italiche, tra cui gli etruschi, coniando anche moneta propria e vantando una popolazione e un territorio mai più raggiunto.

La volontà dell'amministrazione è rendere i tesori archeologici protagonisti di una mostra permanente in città. Anche la location è stata decisa: il primo piano dell'ex Convento dei Domenicani che presto sarà ristrutturato con i fondi ottenuti da Città Metropolitana.

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Il sindaco Chieco: "Ruvo diventa città d'arte"

Soddisfazione per la riuscita dell'accordo da parte del primo cittadino ruvese, che già guarda al futuro. "Questo nuovo museo sarà parte integrante del progetto complessivo - ricorda - che abbiamo in mente per Ruvo: una città d’arte che guarda al presente, ma soprattutto al futuro; che investe nella cultura come motore di sviluppo turistico, occupazionale ed economico".

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