Nel Chiostro Santa Chiara di Mola di Bari l'omaggio di Joe Barbieri a Billie Holiday

Inizia e si snoda come una lettera, come una confessione necessaria, l’omaggio a Billie Holiday (a sessant’anni dalla scomparsa dell’artista) firmato da Joe Barbieri, il raffinato cantautore napoletano, lanciato da Pino Daniele, atteso giovedì 25 luglio (ore 21.15) nel Chiostro Santa Chiara di Mola di Bari, per il secondo evento dell’AgìmusFestival diretto da Piero Rotolo nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro (biglietti sul circuito vivaticket, info 368.568412). E nell’incipit c’è molto dello spirito, della suggestione e dell’intenzione che anima i passi di questa “celebrazione laica”  della regina triste di Philadelphia cresciuta a Baltimora. Il nesso che lega Joe a Billie staziona, infatti, in una privata dolenza, in un “graffio dell’alma” che - pur nell’incomparabile distanza - risiede nelle retrovie delle voci dei due artisti. Un graffio che li accosta, li apparenta, li rende in qualche modo solidali.

Due pilastri del jazz hanno forgiato Barbieri, Chet Baker, destinatario di un precedente omaggio, e Lady Day, per l’appunto, che l’artista napoletano ha celebrato con il recente album “Dear Billie, a letter to Billie Holiday” anticipato dall’inedito “Dear Billie”. Ascoltandola, già da ragazzo Joe Barbieri era entrato in una dimensione emotiva “altra”. E, pur senza saperlo, aveva fatto propria una gamma di percezioni già sue. A suggellare questo racconto privato, tre “pezzi da novanta” del jazz italiano: il contrabbassista Luca Bulgarelli, il pianista Pietro Lussu e il clarinettista Gabriele Mirabassi, che con sapiente misura e smisurata intensità creano le opportune stanze sonore a brani come “I’m a Fool to Want You”, “The Very Thought of You” e “You’ve Changed”, tanto per citarne alcuni. Ambienti nei quali la voce onirica ed evocativa di Barbieri, muovendosi in libertà e con incisività, diventa la protagonista di questa personalissima e palpitante lettera.

Billie Holiday si spegnava a New York a soli quarantaquattro anni, segnata tragicamente dalla vita per entrare nella leggenda, ma anche nella triste categoria dei cosiddetti “artisti maledetti”. E Barbieri, artista profondo, intelligente e tra i più raffinati in circolazione, le rende omaggio con un album elegante e un concerto emozionante che sta portando in giro per l’Italia, mentre continua a raccogliere consensi in giro per il mondo, dalla Germania al Giappone, dall’Olympia di Parigi a Rio de Janeiro, con quello stile garbato che lo ha riportato sulle strade del jazz nel segno di un’icona per la quale sentiva di avere un debito morale, avendola sinora onorata soltanto in privato. Adesso questo omaggio pubblico, «libero e senza calcoli, né pensieri filologici». Un omaggio ad un’artista di purezza assoluta. Perché solo guardandola attraverso quest’ottica Barbieri ha immaginato di poterla reinterpretare con un approccio istintuale che assomiglia molto ad una carezza.

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