La poesia e la fisica nelle poesie contenute in “Manuale di fisica ostica” di Silvana Kühtz

Due discipline apparentemente distanti, la poesia e la fisica, che in Silvana Kühtz riescono a trovare il loro naturale punto di incontro nelle poesie contenute in “Manuale di fisica ostica” (Musicaos editore, 2018) la nuova raccolta di poesie che l’autrice presenta giovedì 4 aprile 2019 nella biblioteca Comunale di Adelfia.

Organizzato dall’associazione “Alauda” di Iula e Jara Marzulli, l’incontro sarà condotto da Davide De Palma che con l’autrice dialogherà proprio sulla naturale possibilità di commistione fra le arti, fra musica e poesia, fra scienza e parola.

Inoltre, partendo dai versi del libro, inoltre, Silvana Kühtz e Marzulli saranno protagoniste di una perfomance di voci in parola e in canto. Le lettere dall’alfabeto, che danno il nome ai componimenti, si incrociano con le variabili x, y, z, quelle che si usano nei teoremi: il primo impatto visivo che riporta il tentativo di unire la poesia alla fisica, ben rappresentato, poi, con ironia e leggerezza, dal disegno in copertina realizzato dalla leccese Valentina D’Andrea.

Lungo la sequenza alfabetica si snocciolano i temi che coinvolgono tutti noi: l’amicizia, l’amore, il dolore, la morte, la malattia, luce e buio, visibile e invisibile.

È una storia che si snoda in 33 poesie che arriva alla fessura del pane, del legno, della corteccia, “da una fessura vedo quanto spazio c’è”. Il fulcro della riflessione poetica è la parola ostica, riferita alla fisica “è ostica la fisica per chi non la studia” ma che ben si addice anche alla vita che con le sue imprevedibili dinamiche spiazza sempre. Non resta altro che cercare di capire, assecondare il ritmo e usare la parola, la poesia, per addolcire i momenti difficili. Ciò che presenta nella raccolta, è tutto sommato, in linea anche con il suo percorso professionale: Silvana Kühtz conduce, infatti, da anni per l’Asl di Bari e di Arezzo dei corsi Ecm in cui fondere cura e arte, poesia e scienza nel recupero di quella umanità e di quell’umanesimo che ci fa completi.

La raccolta si arricchisce di una prefazione scritta da satya deva, un uomo che ha dedicato la sua vita allo yoga, e si compone anche di una nota di Roberto Bellotti, professore ordinario di Fisica applicata presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro che definisce il libro “l’altra faccia della medaglia, il lato luminoso della Luna; ti avvolge in tempi e spazi positivi, di speranza e allegria, anche nella solitudine e nella riflessione. Una traiettoria tracciata dall’alfabeto che ti trasporta e guida attraverso ciò che siamo, dentro e fuori di noi”.

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