Ad Adelfia 'Chiacchr e frutt’ il mercatino a chilometro zero dove la cultura è a portata di tutti

Venerdì 27 settembre a partire dalle 18.00 presso la Vecchia Stazione Ferroviaria di Adelfia (via Marconi, 31) torna ''Chiacchr e Frutt''.

L'estate continua, anche con indosso il golfino di fine stagione, durante questa nuova puntata del 2019. A seguito del successo delle scorse giornate, l’APS Tipica Adelfia invita come ogni due week end del mese, invita al format del mercatino km0 nella sua veste rinnovata e ampliata; sempre più decorata, sempre più accogliente. Un esperimento che volta dopo volta vede rafforzata, e ormai rodata, la rete tra associazioni, operatori e produttori locali insieme ed esponenti del mondo dell’arte e della cultura nostrani.

A partire dalle 18.00 agricoltori e artigiani propongono sui loro attrezzati stand in legno, frutta e ortaggi di stagione, ma non mancano articoli e manufatti locali.

Particolare interesse suscita l’angolo dei prodotti tipici che rispetta la stagionalità della frutta del territorio che in questa edizione di inizio autunno, propone una vasta qualità di uve pregiatissime.

Nell'area dedicata alla gastronomia si colloca, immancabile, la postazione dei cugini dell'associazione “Il Melograno” che per coccolare i visitatori e abituarli all'inizio del freddo prevede nel suo menù un piatto succulento: gulash di bovino e polenta; alla loro destra come sempre, la brace accesa di Ottavio Pastore per la preparazione di panini con zampina. Una nuova  postazione, questo venerdì, è dedicata al re delle Puglie: il panzerotto di Peppino.

Acclamatissimo, torna a essere illuminato lo spazio dedicato ad Adelfia in Calice; un percorso di degustazione e valorizzazione dei vitigni pregiati prodotti dalle cantine nostrane Angiuli, Ferri, Imperatore e Scattaglia

In programma alle 18:30 la presentazione del corso di teatro “Dal Foglio al Palco” a cura dell'artista Nico Sciacqua, che si terrà, previa registrazione del numero minimo di partecipanti, presso la sede di FermataKm11, tutti i mercoledì dalle 18.30 alle 20.30.

A seguire, quindi, il monologo tratto dalla piece teatrale pluri premiata “Capagrò”. Scritta, diretta e interpretata da Sciacqua.

“Tutti avete visto queste violenze!” - Urlai all'uscita ma nessuno aprì bocca. -“Mi trovai di fronte ad un muro di gomma e di omertà.” - Poi si avvicinò la maestra: “Sono bambini!” rispose. - “A quel punto il mio bambino, in quella scuola, non volle più tornare.”

Dalla penna dell’attore e regista barese, “Capagrò” fora la pellicola eterea che separa il pubblico dagli interpreti, portando sul palcoscenico una vicenda di forte impatto emotivo. 

Rompendo la crosta elegante del sipario, Sciacqua non porta i protagonisti in una Bari concentrata in pochi metri quadrati, ma porta l’intero retaggio sociale di una città nell’interiorità più profonda dei suoi personaggi. Con un acuto studio della fermentazione della psiche durante l'età evolutiva, lo spettatore per osmosi o processo viene immerso nell’esistenza dei personaggi e prenderne per amor proprio o senso dell’etica, le distanze.

Un’opera che invita a riflessione e invita all’esercizio del senso civico.

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