'Miseria e nobiltà' di Eduardo Scarpetta con la Compagnia Instabile Napolinscena

Sabato 23 febbraio 2019, nell'ambito della XIX Stagione di Prosa del teatro Angioino di Mola di Bari, la Compagnia Instabile Napolinscena (da Taranto) presenta "MISERIA e NOBILTA'" commedia in due atti di Eduardo Scarpetta, con Monica Gambardella, Bettina Calcagno, Paola Langella, Antonio Fago, Andrea Mancini, Jacopo Lo Pio, Ascanio Cimmino, Francesco D’Andria, Antonio La Gioia, Nando Lo Pio, Mimmo Macrì, Achille Zizzi, Simona Lezzi, Margherita Buono, Martino Granaldi. Scene Luciano Mazzarano e Roberto Daniello, direttrice di scena Cristina Pischetola, regia A. Cimmino.
La celeberrima Miseria e Nobiltà, portata anche al cinema dal grande Totò, tra le più rappresentate commedie di Eduardo Scarpetta, gira attorno alla storia d'amore del giovane Eugenio per Gemma, contrastata dal di lui padre. Situazione ingarbugliata... Famosa la frase " Vincenzo mi è padre a me"
Sinossi: Se in uno squallido e poverissimo basso della Napoli della fine dell’800, un gruppo di disperati che mangia un giorno si e due no, si vede arrivare, portato da un cuoco vestito di tutto punto, ogni ben di Dio – pasta, carne, pesce, frutta, dolci … - pensate che si ponga domande? Che si chieda da dove arrivi tutto quel cibo? O, come in agguato su una preda, famelicamente ci si getta sopra consumando in modo esagerato e sguaiato tutto quanto gli è possibile? La scena degli spaghetti fumanti mangiati con le mani, saltando e ballando su un tavolo è forse una delle immagini indelebili impresse nella memoria di tutti coloro che hanno amato il cinema del grande Totò. In quella scena, della versione cinematografica di Miseria e Nobiltà, del 1956, molto meglio che in un trattato di antropologia, c’è il racconto di un popolo e della “fame”, della “nera miseria” di questo popolo. Eppure, e qui c’è tutta la grandezza del commediografo napoletano Eduardo Scarpetta (padre naturale dei tre straordinari fratelli De Filippo), questa fame e questa miseria diventano lo strumento per montare un esilarante racconto fatto di una serie infinita di equivoci che tengono incollati alla sedia gli spettatori. Miseria e nobiltà, commedia che Scarpetta scrive nel 1888, e portata su tutti i palcoscenici italiani dai più grandi attori napoletani e non solo, è diventata un cult anche e soprattutto per l’universalità del suo contenuto – la tragicomica lotta contro la fame e la miseria – e la diretta semplicità del suo linguaggio. Non troverete domande o ancor meno spiegazioni alla condizione dei protagonisti. Ma solo il dipinto di una umanità varia e infinita nelle sue sfumature. Capace di coniugare e fondere la figura del ricco marchese e quella del povero e affamato salassatore o scrivano.
Due amici che dividono con le loro famiglie casa e miseria – Felice Sciosciammocca lo scrivano e Pasquale il salassatore – vengono invitati dal giovane marchesino Eugenio Favetti, innamorato perso di Gemma bellissima ballerina figlia di Gaetano Semmolone (ex cuoco ereditiero di una immensa fortuna), a fingersi i suoi nobili parenti per ottenere il consenso al matrimonio che il padre di Gemma darà solo al cospetto dei parenti del marchesino. Ma l’affare si complica quando anche il vero padre del marchesino Eugenio, Ottavio Favetti, si introduce nella casa di Semmolone con lo pseudonimo di sig. Bebè, perché anch’esso innamorato della bella ballerina.
Intrecci ed equivoci continui trascineranno lo spettatore in una esilarante storia a lieto fine nel quale Eugenio, scoperte le mentite spoglie del padre, costringerà quest’ultimo a dare il proprio consenso al matrimonio".
Per una volta abbandonata la penna dell’Eduardo figlio, la Compagnia instabile Napolinscena, si affida al testo dell’Eduardo … Scarpetta padre! Con la regia di Ascanio Cimmino e l’interpretazione del bravissimo Francesco D’Andria nei panni del personaggio di Felice Sciosciammocca, la compagnia “tarantonapoletana” è felice di offrire al proprio pubblico questo classico della commedia dell’arte per divertire e … divertirsi!
Per informazioni e prenotazioni, il botteghino del teatro Angioino in via Silvio Pellico n.7 in Mola di Bari è aperto tutti i venerdì, sabato e domenica dalle ore 18.30 alle ore 20,30 tel.0804713061.

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