Alla Galleria Devanna di Bitonto la mostra 'Pino Pascali. Insorgenza dell'immaginifico'

Venerdì 21 dicembre 2018, alle ore 18:00 alla Galleria nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria Devanna” a Bitonto, sarà inaugurata la mostra“PINO PASCALI. Insorgenza dell’immaginifico”, promossa dal Polo Museale della Puglia, dalla Galleria nazionale della Puglia, con il patrocinio delComune di Bitonto e della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare.
La mostra, curata da Massimo Bignardi (professore di Storia dell’arte contemporanea, Università di Siena) e Nuccia Barbone Pugliese (direttrice della Galleria Nazionale della Puglia), propone una selezionata scelta di disegni, dipinti, gouaches, bozzetti per scenografie realizzate dall’artista nell’arco circa di dieci anni, dalla fine dei Cinquanta al 1968, anno della sua tragica morte non ancora trentatreenne e provenienti principalmente dalla collezione Battista, nonché da altri collezionisti pugliesi. 

Galleria Nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria Devanna”
Via Giandonato Rogadeo, 14-70032 Bitonto

In occasione della mostra è stato pubblicato da Claudio Grenzi Editore il catalogo contenente, oltre al saggio di Massimo Bignardi e l’intervista di Nuccia Barbone Pugliese a Gino Battista, i contributi storico critici di Mariastella Margozzi, Rosalba Branà, Isacco Cecconi, gli apparati biografici e bibliografici, curati da Paola Torre e un’ampia documentazione delle opere in mostra
 
Giuseppe Pascali all’anagrafe, divenuto Pino per tutti è nato a Bari il 19 Ottobre 1935. Ha vissuto a Polignano a Mare fino al 1940, quando allo scoppio guerra, il padre Francesco, funzionario di polizia del Regime e addetto all’Ufficio Emigrazioni venne trasferito, con al seguito tutta la famiglia, a Tirana. 
Nel 1956, dopo aver sostenuto l’esame di maturità presso il Liceo Artistico di Napoli, si trasferì nella Capitale per seguire i corsi di scenografia tenuti da Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti; si diplomerà nel 1959, ottenendo il massimo dei voti e la lode, con una tesi dedicata a André Antoine, regista teatrale e cinematografico francese. La sua attività di scenografo, disegnatore e creativo, in collaborazione con lo Studio Saracini e con la Lodolofilm, era iniziata già prima del diploma, esattamente nel settembre 1958, e si protrarrà fino all’anno della sua morte, così come l’intenso legame d’amicizia con Sandro Lodolo. Come pubblicitario lavorerà per le più importanti aziende: Agip, Algida, Autoservizi Maggiore, Caffè Mauro, Cirio, Ferrovie dello Stato, Sigarette Amadis, solo per citarne alcune; collaborerà inoltre, alla realizzazione di qualche puntata della celebre trasmissione televisiva Carosello. Al luglio del 1959 risale la sua prima partecipazione alla mostra “Giovani scenografi” per il Festival dei Due Mondi a Spoleto, dove esporrà alcuni bozzetti realizzati per le opere teatrali e liriche AmletoGiulio CesareTristano e Isotta. Pascali ebbe la possibilità di allestire la sua prima mostra personale a gennaio del 1965, presso la Galleria la Tartaruga di Plinio De Martiis, a Roma; in quell’occasione espose Colosseo Ruderi sul pratoMuro di pietraBiancavvelaGrande bacino di donnaSeni. Le opere degli anni precedenti invece, quelle che potremmo definire del ‘periodo giovanile’, compresi quindi gli assemblaggi realizzati intorno al 1964, con materiali di recupero, come l’Araba fenicePinguino, l’Arcangelo dell’autostrada, non vennero mai esposte e vennero distrutte dal padre inseguito alla sua morte, per adempiere ad un desiderio che era stato espresso da Pino stesso. Le prime opere del ciclo delle ‘armi’ furono invece esposte nel1966 a Torino, presso la Galleria Gian Enzo Sperone. Nello stesso anno Pascali allestì presso la galleria romana l’Attico di Fabio Sargentini una mostra in due atti: il primo prevedeva l’esposizione del ciclo degli animali e dei trofei, il secondo invece: Il MareBarca che affondaBalene. All’inizio del 1967 tiene la sua prima personale all’estero, precisamente alla Thelen Galerie di Essen, in Germania. In quegli anni la sua attività espositiva fu inarrestabile: in ottobre allestì una mostra alla Galleria Jolas di Milano, presentato da Cesare Brandi, in dicembre alla Galleria nazionale d’Arte Moderna di Roma, presentato da Palma Bucarelli. Il 1968 cominciò con una mostra personale allestita alla Galleria Ars Intermedia di Colonia, e poi a febbraio partecipò alla VI Biennale di Roma, esponendola prima opera di un nuovo ciclo: Vedova Blu. Poco tempo dopo presentò per la prima volta i Bachi da setola, presso la galleria Jolas di Parigi, presentato da Giulio Carlo Argan. Arrivò poco tempo dopo la possibilità di allestire una sala personale nella prestigiosa cornice della XXXIV Biennale di Venezia, dove espose tra le altre opere: PeloContropeloCestoStuoiaLe penne di Esopo. A luglio prese parte, insieme a Fabio Sargentini, Jannis Kounellis ed Eliseo Mattiacci al film di Luca PatellaSMKP2, che può essere considerato il suo ultimo lavoro. Un’incidente in moto, infatti, avvenuto presso il Muro Torto, a Roma, alla fine dell’agosto di quello stesso anno, metterà fine alla vita di Pino, che morirà l’11 settembre, a causa delle gravi ferite riportate dopo l’impatto.

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