"Questi fantasmi", di Eduardo De Filippo

Il Teatro Angioino, in Mola di Bari (Ba), con la direzione artistica di Francesco Capotorto, presenta, per la XVIII Stagione di Prosa 2017/18,
Sabato 09 Dicembre 2017 h.21,00 la Compagnia Instabile Napolinscena in “QUESTI FANTASMI" di Eduardo De Filippo, regia di Ascanio Cimmino. Con Maria (Bettina Calcagno) Alfredo (Mimmo Macri’) Raffaele (Ascanio Cimmino) Facchino (Antonio LaGioia) Pasquale (Francesco D’Andria) Armida (Simona Lezzi) Gastone (Ciro Fornari) Carmela (Margherita Buono) Nonno (Achille Zizzi)Nonna (Paola Signorelli) Figli (Carlotta Venuto e Ginevra Cimmino) – Regia di Ascanio Cimmino.
Scritta nel 1945 e messa in scena per la prima volta l’anno successivo al teatro Eliseo di Roma, “Questi fantasmi” narra la storia di Pasquale Lojacono, un poveraccio, perseguitato dalla sfortuna, che viene ad abitare un appartamento di 18 stanze in un palazzo seicentesco, cedutogli in affitto gratuito perché abitandovi, possa sfatare le voci sui fantasmi che vi alloggiano. Ma anziché un vero fantasma, nell’appartamento circola un fantasma finto: l’amante della moglie. Pasquale crede di poter migliorare i rapporti con la moglie, che sono piuttosto freddi, rendendole la vita più agiata. Attribuisce la mancanza di comunicazione che esiste fra loro alla vita grama che fa vivere alla sua compagna e vorrebbe quindi aprire una pensione nel grande appartamento. L’amante della moglie, che conosce le sue intenzioni, gli fornisce i soldi necessari mettendoli nella tasca di quella che Pasquale è convinto sia una “vestaglia magica” perennemente appesa a un gancio e ben in vista. Pasquale è convinto, o forse si convince, che è un fantasma a dargli questi soldi, e comincia la trasformazione della casa in pensione.
Ma un giorno “appaiono” delle “anime in pena”, la moglie e i figli del fantasma-amante e se lo portano a casa. Da questo momento Pasquale non trova più i soldi nella vestaglia e si trova invece nei guai perché non può fronteggiare i numerosi creditori. Eppure, spera sempre nel ritorno del fantasma. E, infatti, fingendo di partire, si nasconde di notte sul terrazzino della sua casa così che il fantasma possa ritornare “tranquillo”. L’amante-fantasma finalmente ritorna, ma con la ferma intenzione di far fuggire con lui Maria, la moglie di Pasquale. Scorgendolo sulla finestra, però, Pasquale con un accorato e struggente discorso sul suo vero e profondo amore per la moglie riesce a convincerlo di non portare a termine il suo piano e l’amante-fantasma, commosso, rinuncia alla donna-amante e, andandosene, lascia a Pasquale i soldi che sarebbero serviti per la fuga.
Pasquale Lojacono, con il braccio poggiato alla ringhiera di un balconcino, che disserta con il “professore”, anonimo dirimpettaio, sul metodo migliore per preparare il caffè, è forse una delle immagini più note e popolari di quella straordinaria maschera teatrale che è, e continua ad essere, il grande Eduardo de Filippo.
Commedia agro-dolce, in cui la realtà si mescola alla finzione, dove i personaggi ignari, loro malgrado, si trovano coinvolti in un gioco delle parti che dirige la storia ora verso punti di assoluta ilarità, ora verso il crudo e drammatico riconoscimento delle miserie più intime dell’animo umano, attraverso quell’umorismo doloroso che rappresenta la cifra più alta della scrittura del commediografo partenopeo!
Tutti i grandi attori cui è stata rivolta la domanda se il protagonista, Pasquale Lojacono, sia in realtà un semplice credulone o un cinico approfittatore che usa l’amante della moglie e i suoi soldi per “mettere su la pensione”, hanno risposto che è impossibile scegliere quale ruolo assumere, Eduardo e la sua scrittura non lo permettono.
L’unica cosa possibile è interpretare l’uomo e lasciare al pubblico il difficile compito di decidere da che parte stare.
Infine, la trasparenza delle scene! Questa chiede al pubblico di “vedere oltre”, di attraversare le coscienze dei personaggi e la propria; impone di vedere laddove troppo spesso si finge di non vedere; di sondare il “peso” di ognuno di … questi fantasmi, reali o presunti che siano. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi presso il botteghino del Teatro Angioino, in Mola di Bari( Ba) aperto il venerdì, sabato e domenica dalle 18,30 alle 20.30 e nei giorni di spettacolo dalle h.17,00. Tel.0804713061

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