"Rubi Antiqua": un progetto di ricerca franco-italiano, al Castello Svevo di Bari

“Rubi Antiqua” è un progetto di ricerca franco-italiano, finanziato dalla Regione Puglia e dal Conseil Scientifique della Mairie de Paris, coordinato dall’archeologa barese Daniela Ventrelli, ricercatrice presso il dipartimento parigino ANHIMA UMR 8210 (Anthropologie et Histoire des Mondes Antiques).
L'UMR 8210 è una "unité mixte de recherche", i cui membri appartengono a prestigiosi organismi istituzionali francesi come il CNRS (Centro Nazionale di Ricerca Scientifica), l'École des Hautes Études en Sciences Sociales, l’École Pratique des Hautes Études, l'Université Paris 1-Panthéon Sorbonne, l'Université Paris 7 Diderot.
"Rubi Antiqua" intende rinnovare l’interesse sull’archeologia e sul collezionismo dell’Ottocento tra Italia e Francia, attraverso l’osservatorio privilegiato del sito di Ruvo di Puglia mediante una serie di attività di ricerca e divulgazione nel territorio italiano e francese, che saranno illustrate nel corso della presentazione.
La conferenza di presentazione alla città del progetto sarà introdotta dal sindaco Vito Nicola Ottombrini e dall’assessore alle politiche culturali Pasquale Depalo. Assieme al Comune di Ruvo di Puglia e agli ultimi eredi della famiglia Jatta che abitano ancora le sale dell’antico Palazzo, vi sarà la partecipazione di Regione Puglia e Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, partner italiani del progetto. Interverranno, inoltre, i rappresentanti di prestigiose istituzioni francesi, come la stessa UMR 8210 ANHIMA, l’INHA (Istituto Nazionale di Storia dell’Arte di Parigi), il Museo del Petit Palais di Parigi, l’EHESS (Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Paris) e l’EPHE (Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris).

Sintesi del progetto
I reperti archeologici scoperti sul territorio del sito peucezio di Ruvo di Puglia, in Italia meridionale, hanno suscitato l’interesse e la curiosità degli antiquari europei del Settecento e dell’Ottocento. Se in Italia, a Ruvo, si costituiscono collezioni incentrate sul patrimonio locale (fratelli Giovanni e Giulio Jatta, Caputi, Lagioia) e altri reperti antichi di
Ruvo vanno ad arricchire il Reale Museo Borbonico di Napoli, in Francia il fenomeno delle esportazioni e della vendita all’asta di collezioni, alimentano di antichità ruvestine prima le collezioni private (duc de Blacas, Edme Antoine Durand, Joseph Tôchon), poi
i musei pubblici. Inoltre il bilancio del decennio francese a Napoli, e i lavori svolti dall’Istituto di Corrispondenza Archeologica ai quali la Francia prese parte in maniera determinante, hanno avuto un impatto decisivo sull’archeologia italiana dell’Ottocento. Questo progetto intende rinnovare l’interesse sull’archeologia e sul collezionismo
dell’Ottocento tra Italia e Francia, attraverso l’osservatorio privilegiato del sito di Ruvo.
Se alcuni studi, precedenti e isolati, hanno affrontato l’argomento, si deve tuttavia costatare a tutt’oggi la mancanza del catalogo scientifico e dello studio storico della ricca collezione Jatta, divenuta museo nazionale ormai 20 anni fa, nonché di una sintesi scientifica sull’archeologia ruvestina e del suo impatto sul collezionismo italo-francese.
Rinunciando all’approccio biografico che ha caratterizzato finora la bibliografia precedente,
si partirà dallo studio della storia del sito archeologico, ritenuto il più pertinente
all’analisi di un fenomeno globale, transdisciplinare ed europeo. Lo studio di fonti archivistiche inedite (archivi privati Jatta e fondi d’archivi pubblici italiani e francesi) e l’analisi scientifica dei reperti restaurati, arricchiranno la nostra conoscenza della
collezione Jatta e delle altre collezioni ruvestine, ed infine del restauro di antichità
nell’Ottocento.
I risultati di questo studio saranno diffusi sotto forme diverse, per differenti tipologie di pubblico. Per gli esperti un database accessibile on-line pubblicherà i risultati finali che saranno anche sintetizzati in pubblicazioni scientifiche, di cui i componenti dell’equipe di ricerca presenteranno i lavori in occasione di un convegno organizzato dall’Istituto Nazionale di Storia dell’Arte di Parigi. Per il grande pubblico, un film documentario mostrerà le varie fasi della ricerca evidenziando l’importanza del sito di Ruvo nella storia dell’archeologia europea. Una mostra, infine, ospitata da un importante museo parigino s’interesserà al fenomeno delle collezioni archeologiche dell’Ottocento, attraverso l’esempio della famiglia Jatta e di altre importanti famiglie ruvesi, rendendo
fruibili al grande pubblico alcuni reperti molto famosi e opere d’arte poco conosciute.

Partner scientifici
Programma di ricerca Museo del Louvre/INHA “Répertoire des ventes d’antiques à Paris au XIX siècle”, INHA (Istituto Nazionale di Storia dell’Arte di Parigi) – Museo del Petit Palais - C2RMF (Centro di Ricerca e di Restauro dei Musei di Francia) - Museo Archeologico Nazionale di Napoli - Museo Archeologico Nazionale Jatta - Soprintendenza Archeologica della Puglia 
- Università degli Studi di Bari – Università degli Studi di Milano.

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