Allo Showville “L’incredibile storia di Santa Scorese” tra cronaca e fiction

Arriva a Bari, al Multisala Showville, martedì 28 maggio (ore 19.45), il mediometraggio di Mimmo Spataro sulla tragica vicenda di Santa Scorese, la giovane attivista cattolica di Palo del Colle uccisa da uno psicopatico nel 1991. L’incredibile storia di Santa Scorese è l’opera prima del filmmaker tarantino, che con filminprogress.it ha autoprodotto il lavoro firmando regia, montaggio, direzione della fotografia e fonica, mentre la sceneggiatura è di Assunta D’Elia, partita dai diari della vittima per raccontare una storia di follia criminale ai limiti dell’assurdo.

Un film d’esordio col marchio d’autore, per Mimmo Spataro, che sul set e in post-produzione ha svolto molti ruoli fondendo in un’unica persona il lavoro di un’intera troupe. Spataro ha trasferito sul grande schermo una vicenda accaduta ventotto anni fa che supera la più macabra fantasia: la storia di Santa, una ragazza che nel nome aveva un destino segnato. Infatti, per lei si parla di beatificazione. La Chiesa ha già avviato le procedure. Perché Santa avrebbe voluto farsi suora, se il suo carnefice, un squilibrato animato da odio cristiano, non l’avesse barbaramente uccisa.

Spataro avvolge questa storia di fede, persecuzione e violenza in quella luce misteriosa appresa dal suo modello di riferimento, Italo Petriccione, direttore della fotografia dei film di Gabriele Salvatores. E nel film, girato prevalentemente a Taranto, ma anche a Palo del Colle e in altre località del Barese, tiene insieme cronaca e fiction sul filo della suspense affidandosi ad un cast di attori pugliesi, con Clara Magazzino nel ruolo di Santa, ragazza accesa da una fortissima fede e una vocazione per la solidarietà, e Giuseppe Calamunci Manitta in quello di Giuseppe, l’assassino, un uomo di 31 anni profondamente disturbato che vuole farsi prete e nel suo delirio schizofrenico si dichiara figlio di Dio. Al progetto hanno prestato il loro volto anche Alfredo Traversa (il padre di Santa), Angela De Bellis (la madre), Vanessa Caponio (la sorella), Francesco Cassano (il cognato), Mario Blasi (don Tino) e Rino Massafra (don Carlo).

In Santa, Giuseppe ha visto la Madonna. E, nella rielaborazione cinematografica di Spataro, il folle assassino compie farneticanti rituali nella sua stanza, tappezzata di immagini della Vergine, tra le quali campeggia una foto della ragazza. Inizia una lunga persecuzione, durata anni. L’uomo, che nel suo delirio si rivede bambino in cerca del padre rinchiuso in una clinica psichiatrica - proiezione disturbata della sua stessa follia - non dà tregua alla vittima predestinata. Le invia lettere, le telefona, la segue ovunque. Minaccia di “farla secca”. Piero, il papà di Santa, poliziotto in servizio, riesce ad ottenere protezione per la figlia. Ma non serve. Perché quella sera del 15 marzo 1991 è sola, quando sta rincasando. E il suo carnefice è lì, ad aspettarla. Santa viene assassinata sotto gli occhi del padre, che osserva impotente la scena dal balcone al quale si è affacciato disperato, mentre il cognato arriva in soccorso con altri parenti e amici. Poi, la corsa precipitosa in ospedale, nel disperato tentativo di salvare la ragazza. La morte arriva dopo tre ore di agonia. Con le ultime parole di Santa. Parole di perdono per il suo assassino.

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