Bari città troppo "rumorosa": su strade pedonali e trafficate udito a rischio per l'inquinamento acustico

I dati, forniti da Legambiente Puglia, sono stati ricavati in corso Vittorio Emanuele, via Argiro, corso Italia, corso Cavour e via Fornari. Analizzata anche la qualità dell'aria nell'istituto "San Giovanni Bosco-Melo da Bari"

Bari è una città troppo rumorosa? Sì, a giudicare dai dati di Legambiente Puglia, presentati questa mattina durante l'incontro tenutosi nel secondo giorno del progetto "Treno verde". A differenza di quello che ci si potrebbe aspettare, però, l'inquinamento acustico non è presente solo nelle zone ad alto traffico (e dei clacson delle automobili): tra i cinque punti esaminati c'è anche una via pedonale, via Argiro. Qui il valore in decibel è di 61,8 (il limite stabilito per le aree come questa è di 60 decibel), ma va peggio nelle strade con maggiore circolazione di auto: in corso Vittorio Emanuele il valore è di 71,6 decibel, mentre in corso Italia ci attestiamo sui 71,2 decibel (65 è il limite previsto dalla legge). 

Il fenomeno dell'inquinamento acustico a Bari non risparmia neanche i bambini, la cui soglia di sopportazione del rumore è chiaramente minore. I tecnici di Legambiente hanno effettuato misurazioni anche nelle strade su cui affacciano due istituti: corso Cavour (liceo scientifico Scacchi) e via Fornari (scuola Mazzini), dove il LAeq (l’unità di misura equivalente per le misurazioni ambientali) è, rispettivamente di 66,3 db e 62,5db, contro i 50db previsti per le zone che ricadono nella prima classe (aree particolarmente protette come, appunto, le scuole).

“Sebbene quello del Treno Verde - spiega Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - sia un monitoraggio puntuale, una fotografia momentanea, ci preoccupano le soglie di rumore raggiunte nella città di Bari, oltre i valori di legge consentiti, ecco perché chiediamo che nel capoluogo pugliese venga approvato un piano di zonizzazione acustica, obbligatorio per legge ormai da anni". Tarantini suggerisce poi che "per ridurre non di poco l’inquinamento acustico e atmosferico in città sarebbe opportuno potenziare e rendere più efficiente il trasporto pubblico locale che continua a perdere passeggeri". Le politiche urbane, a suo dire, pesano non poco sulla qualità dell’aria. 

La misurazione indoor - Novità dell'edizione 2017 del "Treno verde" è la misurazione dei valori delle polveri sottili all'interno di una scuola. A Bari è stato scelto il plesso di scuola materna ed elementare Guglielmo Marconi dell'istituto "San Giovanni Bosco - Melo da Bari", dove, col supporto dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, è stato effettuato un campionamento nei 10 giorni precedenti la tappa del "Treno Verde" della concentrazione dei composti organici volatili. Parliamo di un insieme di sostanze che possono essere emesse da oggetti usati quotidianamente, come pitture, lacche, pesticidi, prodotti per la pulizia, materiali di costruzione e materiali per uffici (adesivi, marcatori, stampanti, fotocopiatrici). Se presenti in grandi quantità possono essere nocive per la salute dell'uomo ma all'interno del plesso le concentrazioni sono risultate leggermente al di sopra di quelle esterne, in quantità assolutamente accettabili. "Anche se basse - sottolinea Lucia Paciucci, dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr -, le concentrazioni alla lunga possono portare all’insorgenza di diverse tipologie di problemi, quindi l’importanza di fare attenzione ai piccoli gesti quotidiani che vanno da una scelta consapevole dei prodotti che si utilizzano ad una costante areazione dei locali, non è mai da sottovalutare”. 

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