Qualità delle acque, il monitoraggio di Goletta verde: nel barese "valori nella norma"

L'esame delle acque di balneazione: dai quattro punti analizzati su Bari e provincia non sono risultate criticità. Ma restano da risolvere, anche nella nostra provincia, questioni legate agli impianti di depurazione

Migliora la qualità complessiva delle acque di balneazione in Puglia, ma restano le criticità sui tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali, e quelle legate al funzionamento di alcuni impianti di depurazione. A dirlo sono i dati del monitoraggio compiuto, come ogni, da 'Goletta verde' di Legambiente. I risultati dello studio, realizzato grazie al sostegno del Consorzio obbligatorio degli oli Usati (COOU) e dei partner tecnici NAU e Novamont, sono stati presentati questa mattina a Bari da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia e da Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, alla presenza di Giovanni Giannini, assessore Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia, Nicola Giorgino, presidente Autorità Idrica Pugliese e Nicola Ungaro, della direzione scientifica Arpa Puglia.  

 

IL MONITORAGGIO - I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 18 e il 22 luglio. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono  considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.  

LA QUALITA' DELLE ACQUE DI BALNEAZIONE - A questo proposito, quattro sono stati i punti analizzati in provincia di Bari, tutti con valori nella norma: nella città capoluogo il campione è stato prelevato nei pressi della Fiera del Levante, presso la spiaggia libera di fronte al canale Lamasinata; a Molfetta nella spiaggia Riserva di Torre Calderina; a Polignano a Mare alla spiaggia Lama Monachile e a Monopoli presso la spiaggia a sud del Castello di Santo Stefano. 

IL FOCUS SULLA DEPURAZIONE - Per quanto riguarda la depurazione, sono ancora sette, in tutta la regione, gli impianti che continuano a scaricare nel sottosuolo, con grave rischio di inquinamento delle falde acquifere: tra questi, quelli baresi di Casamassima Vecchio e Cassano delle Murge Vecchio (per cui è prevista la dismissione). 37 sono poi gli impianti di depurazione che presentano una non conformità alla Direttiva comunitaria (91/271) sul trattamento delle acque reflue urbane (dati relativi al 2015). Su 27 di questi sono già in corso interventi di adeguamento/potenziamento, compresi quelli di Molfetta, Polignano a Mare, Bitonto, Gioia del Colle e Bari Ovest.

“Dai monitoraggi della Goletta Verde - afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - risulta migliore la qualità delle acque di balneazione in Puglia anche se permangono le criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali. La situazione migliora sul fronte della depurazione: diminuiscono sia gli impianti che scaricano nel sottosuolo che quelli soggetti a scarichi anomali e scendono a 27 i Comuni pugliesi sottoposti a procedura d’infrazione. Tuttavia ancora il 20% dei depuratori pugliesi continua a non essere conforme alla direttiva depurazione mentre procedono gli interventi di potenziamento/adeguamento, compresi quelli per il contenimento delle emissioni odorigene. A tal proposito chiediamo al governatore Emiliano di istituire una cabina di regia fra assessorati competenti per affrontare in maniera organica il problema del recupero e dello smaltimento dei fanghi di depurazione la cui produzione aumenterà nei prossimi anni a seguito del potenziamento dei depuratori ”.  
 

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