Rapporto Goletta Verde 2019: cariche batteriche a norma per 4 aree marine baresi, ma mancano i cartelli informativi

I risultati del monitoraggio di Legambiente ha interessato le zone dei lidi a Molfetta, Monopoli, Polignano e Bari nella provincia. Arrivate anche segnalazioni per scarichi anomali dal depuratore di Gioia del Colle

Polignano, una delle località monitorate

Sono a norma le acque dei lidi nel Barese. A certificarlo è l'imbarcazione 'Goletta Verde' di Legambiente, che per l'omonimo report ha fatto analizzare campioni di acqua marina in tutte le province pugliesi.

I risultati

In quella barese, in particolare, le analisi hanno riguardato Molfetta (Torre Calderina), Monopoli (spiaggia Cala Porto Rosso), Polignano a Mare (spiaggia Lama Monachile) e Bari (spiaggia sinistra di Lama Balice). In tutti e quattro i casi sono stati certificati livelli di carica batterica a norma nei campioni prelevati. Va decisamente peggio nelle altre province, dove sono stati individuati tre punti fortemente inquinati: lo sbocco della vasca di Boccadoro a Trani, il canale contrada Posticeddu sul Litorale Apani di Brindisi e il canale di scarico in località Marina di Leuca a Castrignano del Capo". Livelli batterici leggermente più bassi, ma sempre da inquinamento, poi, la foce del Canale Reale di Torre Guaceto a Carovigno e la spiaggia Pino di Lenne, sulla foce del fiume Lenne, a Palagiano.

Anche nelle quattro aree baresi, poi non è presente la cartellonistica informativa sulla salubrità dell'acqua, la cui installazione è obbligatoria per i Comuni. "Tali indicazioni hanno la funzione di informare i cittadini sulla classe di qualità del mare e sui dati delle ultime analisi" spiega Legambiente in una nota.

La situazione degli impianti depurativi

Strettamente legato al monitoraggio, anche la situazione degli impianti depurativi sul territorio. Dal monitoraggio effettuato dall’Arpa Puglia nel 2018 (2.433 controlli) emerge che sono 43 gli impianti di depurazione che nel 2018 hanno presentato una non conformità alla Direttiva comunitaria (91/271) sul trattamento delle acque reflue urbane. Tra gli 11 che avevano lavori in corso tali da rendere plausibile un decremento dell’efficienza depurativa ci sono quelli di Bari Ovest, Bitonto, Corato, Molfetta e Santeramo in Colle. Dei restanti 32: su 10 sono stati già programmati interventi di adeguamento/potenziamento e gli stessi risultano in corso di progettazione (nel Barese Gioia del Colle e Mola di Bari); su 2 è prevista la dismissione (Casamassima Vecchio nella nostra provincia). Nessun impianto barese, invece, per i restanti 20 dove si provvederà con la manutenzione straordinaria in attesa di definire la copertura finanziaria per gli interventi di adeguamento e/o potenziamento.

Tra i fattori che possono inficiare il processo depurativo degli impianti ci sono anche gli scarichi anomali (arrivi impropri di acque meteoriche, di vegetazione e di natura lattiero-casearia), segnalati in quattro occasioni anche nell'impianto depurativo di Gioia del Colle e di Bitonto.

Il riutilizzo delle acque reflue

Passando al sistema di riutilizzo delle acque reflue, tra gli interventi finanziati dalla Regione Puglia negli ultimi anni, ci sono anche quelli riguardanti le strutture di Acquaviva, Cassano delle Murge, Sammichele di Bari, Gioia del Colle, Castellaneta, Castellana Grotte, Conversano, Corato, Gravina di Puglia, Molfetta e Ruvo-Terlizzi, Palagiano.

In Puglia, nel 2018, sono due impianti nel Barese (Acquaviva delle Fonti e Noci): il Lago Milecchia viene alimentato con le acque affinate a Noci, mentre il sistema integrato di affinamento e riuso di Acquaviva delle Fonti è partito a maggio 2017.

Dei 27 agglomerati originariamente interessati dalla procedura di infrazione n. 2014/2059 ai danni dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane (91/271/CEE), 21 risultano conformi e sono in corso le procedure per l’esclusione dall’infrazione. Per i restanti 6, che ad oggi non sono ancora conformi o perché sottodimensionati o per superamento dei limiti allo scarico (tra cui è presente quello di Bari), sono previsti ovvero sono in corso interventi di adeguamento/potenziamento che consentiranno di conseguire la conformità alla direttiva 91/271/CEE. L'adeguamento dell'impianto del capoluogo è previsto nel 2020. 

Con riferimento, invece, alla precedente procedura n.2004/2034, c'è anche quello di Casamassima tra gli agglomerati oggetto di condanne della Corte di Giustizia Europea in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue. "Allo stato attuale si prevede che le criticità relative agli agglomerati di Casamassima e Porto Cesareo - ricordano da Legambiente - per una quota parte del carico generato, saranno risolte entro il 2019".

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