Ripartono i matrimoni civili, il Comune fissa le nuove regole: obbligo di mascherina per gli invitati e sedie a un metro e mezzo di distanza

A partire da venerdì 29 maggio si possono effettuare le celebrazione di matrimoni e unioni civili: le norme basilari identificate per contrastare la diffusione del contagio sono il distanziamento sociale e l’utilizzo di mascherine e garantita la pulizia di tutti gli ambienti prima e dopo ogni evento

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Sono state emanate le linee guida per le celebrazione di matrimoni e unioni civili con l’obiettivo di regolamentare l’organizzazione e la gestione delle celebrazioni dei matrimoni e delle unioni civili presso le strutture comunali, a partire da venerdì 29 maggio.

Ad oggi i cittadini possono scegliere tra diversi luoghi: sala matrimoni in corso Vittorio Veneto, chiesetta sconsacrata nella sede della delegazione Libertà, uffici di Stato Civile dei quartieri Carbonara, Ceglie, Palese, Santo Spirito, Torre a Mare, sala consiliare di Palazzo di Città e terrazza del Fortino Sant’Antonio.

Il documento contiene indirizzi operativi specifici conformi alle indicazioni diramate dalle autorità sanitarie e alle linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive, redatte dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 22 maggio scorso.

Sarà quindi possibile tornare a celebrare i matrimoni con rito civile nelle sedi comunali, rispettando le misure anticontagio riferite alla specificità dei luoghi e degli ambiti applicativi.

Sarà responsabilità dell’amministrazione comunale garantire, per ogni evento, la pulizia e l’igienizzazione dei luoghi, provvedere alla loro sanificazione periodica, fornire dispenser con soluzione idroalcolica, favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria degli impianti di condizionamento, ove tecnicamente possibile o, in caso contrario, adottare misure per rafforzare il ricambio d’aria naturale e la frequenza della pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo (secondo le indicazioni tecniche di cui documento dell’Istituto Superiore di Sanità “Rapporto ISS COVID-19 n.5/2020).

È responsabilità di tutti coloro che intendano accedere all’edificio in cui si celebra il matrimonio/unione civile attenersi scrupolosamente alle indicazioni stabilite, sollevando l’amministrazione comunale da eventuali responsabilità in caso di comportamenti difformi o dichiarazioni mendaci.

Per la celebrazione dei matrimoni e unioni civili, le norme basilari identificate per contrastare la diffusione del contagio sono il distanziamento sociale e l’utilizzo di mascherine.

Per quanto riguarda l’allestimento dei luoghi, in via preliminare, in base alla dimensione logistica dei luoghi, l’amministrazione dovrà riorganizzare, per quanto possibile, gli spazi - i percorsi di entrata ed uscita, il corridoio per gli sposi -, in ragione delle condizioni logistiche e strutturali dei luoghi interessati, per assicurare il mantenimento della distanza di tra i partecipanti: ciò richiede la verifica preliminare della capienza massima ipotizzabile, tenendo conto del posizionamento delle sedute e l’area destinata agli sposi, ai testimoni e al celebrante ufficiale di stato civile.

Bisognerà garantire, nella disposizione dei posti a sedere, il rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro e mezzo, sia frontalmente sia lateralmente. Nel caso vi siano bambini, persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e con disabilità che necessitano di accompagnatore, è ammessa la possibilità di sedere accanto, purché vengano rispettatati la distanza di 1 metro e mezzo dagli altri partecipanti e il numero massimo di presenze.

Sarà cura dell’amministrazione mettere a disposizione degli utenti e degli addetti alla cerimonia distributori di soluzioni disinfettanti per le mani da dislocare all’ingresso dei luoghi ove si svolgerà la cerimonia e garantire una distanza di sicurezza di 2 metri tra il celebrante ufficiale di stato civile e gli sposi, e tra questo e il pubblico: ove tale condizione non fosse rispettata, la postazione dedicata alla celebrazione del rito potrà essere dotata di divisori di sicurezza adeguati a prevenire il contagio tramite droplet (come schermi in plexiglas).

Sarà garantita la pulizia di tutti gli ambienti prima e dopo ogni evento, con regolare disinfezione delle superfici toccate con maggiore frequenza dai partecipanti (es. tavoli, piani d’appoggio, sedute, interruttori della luce, pulsanti, maniglie di porte e finestre). Sarà sempre opportuno garantire informazioni sulle misure di prevenzione, comprensibili anche ai partecipanti di altra nazionalità, attraverso un’adeguata informazione e sensibilizzazione dei partecipanti sulle misure igieniche e comportamentali utili a contenere la trasmissione del SARS-CoV-2, anche facendo appello al senso di responsabilità individuale. Le informazioni potranno essere veicolate attraverso apposita segnaletica e cartellonistica all’ingresso dei luoghi, indicazioni generali e note esplicative sul sito del Comune, e invio delle disposizioni precettive di dettaglio ai richiedenti in fase di ammissione. I contenuti dovranno illustrare i comportamenti generali da rispettare in termini di distanziamento interpersonale e di igiene delle mani, il divieto di accesso ai luoghi in caso di temperatura corporea superiore ai 37,5 °C, la proibizione di introdurre e somministrare cibi e bevande, oltre che mostrare l’informativa della privacy che legittima l’eventuale rilevazione della temperatura per i presenti e i terzi ai fini della prevenzione dal contagio.

I richiedenti che intendono contrarre matrimonio/unione civile presso le strutture comunali dovranno inviare, entro le ore 14 dei 2 giorni lavorativi antecedenti la data prevista per la celebrazione, l’elenco completo con l’indicazione del numero delle persone che prenderanno parte alla celebrazione, compresi i testimoni, i fotografi (due al massimo) e i fiorai che dovranno accedere alla struttura in modo controllato un’ora prima dell’evento e garantire la completa rimozione dell’allestimento floreale entro un’ora dalla sua conclusione.

I richiedenti, nel dichiarare di non avere febbre superiore a 37,5°C o sintomi di insufficienza respiratoria, assumono l’impegno di osservare scrupolosamente le regole imposte in termini di numero massimo di persone presenti, rispetto delle distanze interpersonali, utilizzo della mascherina da parte di tutti i partecipanti, assoluto divieto di introduzione di cibi e bevande, di assembramento, ecc., sollevando l’amministrazione da ogni responsabilità relativa a danni e conseguenze di comportamenti difformi propri o dei terzi tutelati (es. figli minori). Tale assunzione di impegno, che coinvolge tutti i partecipanti alla cerimonia, potrà essere formalizzata attraverso il rilascio di autodichiarazione da parte dei richiedenti in fase di ammissione.

Per quanto riguarda l’accesso e l’uscita rispetto ai luoghi sede dei riti, dovranno avvenire, in modo ordinato e contingentato da un unico ingresso, evitando ogni forma di assembramento e mantenendo le distanze interpersonali in ingresso e in coda qualora sia attiva la procedura di rilevazione della temperatura. Ove possibile, bisognerà favorire il deflusso dei partecipanti da uscite diverse, mantenendo comunque ordine e distanze interpersonali ed evitando assembramenti, specie se trattasi di luoghi chiusi.

Coloro i quali accedono ai luoghi, sposi compresi, sono invitati ad igienizzarsi le mani e ad indossare la mascherina. Ove allestito apposito check-point all’ingresso, gli operatori addetti provvederanno a gestire il flusso delle persone in entrata, facendo rispettare la distanza di almeno un metro tra una persona e l’altra, ad eseguire materialmente la misurazione tramite termo scanner e a registrarne gli esiti non consentendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 °C, nell’assoluto rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali.

Tutti i soggetti in ingresso (partecipanti, fotografi, ecc.) dovranno essere dotati di mascherine chirurgiche: in assenza, gli operatori provvederanno a fornirla, se disponibili. In caso contrario, sarà data informazione del divieto di accesso ai luoghi. Ogni comportamento difforme da parte dei partecipanti (es.: assembramento in entrata/uscita, mancato utilizzo di mascherine, inosservanza del distanziamento interpersonale), verrà segnalato dai referenti dell’amministrazione alla Polizia locale che potrà intervenire secondo necessità.

È reso obbligatorio, durante la cerimonial’utilizzo di mascherine chirurgiche a protezione delle vie respiratorie da parte di tutti i partecipanti, compresi i testimoni, trattandosi di locali chiusi accessibili al pubblico, prevenendo eventuali occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale, fatte salve le eccezioni previste dalle disposizioni vigenti (bambini di età inferiore a 6 anni, soggetti con disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e soggetti che interagiscono con loro).

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Vengono dispensati dall’utilizzo di mascherina gli sposi all’atto del cerimoniale, purché sia mantenuta una distanza di sicurezza maggiore di 1 metro e mezzo dai testimoni (muniti di mascherina) e 2 metri dall’ufficiale di stato civile che celebra il rito. L’ufficiale di stato civile, durante l’enunciazione del rito, può esimersi dall’utilizzo della mascherina, purché venga mantenuta, per tutta la durata della celebrazione, la distanza di 2 metri dagli sposi e dal pubblico in sala e 1 metro e mezzo dai testimoni (questi ultimi muniti di mascherine). Al termine della celebrazione, dovrà provvedere al lavaggio delle mani con acqua e sapone o soluzione idroalcolica. È facoltà dell’ufficiale rogante utilizzare guanti monouso per la manipolazione dei documenti, fermo restando che detti guanti dovranno essere rimossi e smaltiti nei rifiuti indifferenziati alla fine del rito e che dovrà obbligatoriamente procedere al lavaggio delle mani con acqua e sapone o soluzione idroalcolica.

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