"Tremila malati senza assegno di cura": la denuncia del Popolo della Famiglia di Bari

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Quasi tremila malati residenti a Bari hanno ricevuto il «no» dell’Azienda Sanitaria della città alla loro domanda di ricevere l’assegno di cura. Cosa gravissima dal momento che si tratta di persone con malattie o disabilità tali da averle rese non autosufficienti, incapaci a provvedere a sé stesse anche per le esigenze fondamentali. Si conferma quindi l’allarme, ormai endemico e con gravi ripercussioni sulla stabilità economica e sociale delle 3000 famiglie che si prendono cura dei propri cari non autosufficienti. Non si tratta dei cittadini che attendono visite o esami (e che nel frattempo svolgono la loro vita normale), ma di pazienti che dipendono in tutto da terzi dalle proprie famiglie, bambini autistici non riconosciuti come bisognosi di sostegno dalla Sanità regionale. Il nuovo bando 2018/2019 a quanto pare non tiene conto di una patologia in costante aumento come l’Autismo, il nuovo regolamento infatti prevede un punteggio incurante dell’effettiva gravità. Mirco Fanizzi referente cittadino del Popolo della Famiglia afferma: “Per intercettare queste situazioni di sofferenza è necessario che il personale dell’ Asl regionale sia preparato ad affrontare e a sostenere le persone autistiche, ricordiamo che la maggior parte sono bambini e adolescenti. Anche su Bari abbiamo iniziato un percorso, una espressione della carità che cerchiamo di portare a quanti ci interpellano» e conclude:” Nulla di quello che accade all’ uomo deve risultarci estraneo. Non esistono dati certi sul numero di persone con autismo, ma una ricerca accuratamente condotta nel 2016 dal Center for Disease Control (CDC) di Atlanta sui bambini che via via compivano gli otto anni dimostra che l’autismo raddoppia nel decennio pertanto l’aumento evidenziato in questi anni suggerisce un miglioramento nel riconoscimento e un migliore accesso ai servizi. Chi si prenderà cura delle 3000 famiglie baresi? Quanto accaduto è vergognoso”.

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