L'Acquedotto pugliese diventa ente pubblico, il consiglio regionale approva il ddl

Approvato nella serata di ieri il disegno di legge che prevede la trasformazione dell'Acquedotto pugliese da spa in ente pubblico. Sarà guidato da un amministratore unico, la cui nomina è prevista entro un mese da parte del Presidente del Consiglio regionale

L'Acquedotto pugliese ritorna ad essere un ente pubblico. Nella serata di ieri il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge che prevede la trasformazione dell'Aqp, attualmente una spa il cui azionista di maggioranza è la Regione Puglia, in ente pubblico.

Il nuovo Acquedotto pugliese sarà guidato da un amministratore unico, la cui nomina da parte del Presidente della Giunta regionale è prevista entro un mese. L’AQP sarà sottoposto alla vigilanza della Regione Puglia, nonché a quella della Corte dei Conti. E' prevista inoltre la costituzione di società miste per la gestione di attività derivanti dal servizio idrico integrato, a patto però che gli utili derivanti dalle stesse siano reinvestiti nel servizio idrico integrato.

La legge prevede anche l’erogazione gratuita, per quanto riguarda le utenze domestiche, di un quantitativo d’acqua corrispondente al 18% degli avanzi netti di gestione a favore delle famiglie a basso reddito. Si è trattato di uno degli articoli più contestati dall'opposizione in fase di elaborazione della legge, che ha espresso le sue perplessità anche durante l'esame di ieri, in cui il PdL e l’UDC si sono astenuti e la Puglia prima di tutto ha votato contro. Le opposizioni hanno sottolineato in particolare  la mancanza di certezza del finanziamento necessario per garantire il minimo vitale di acqua per le famiglie, fermo restando che le tariffe dell’acqua saranno determinate dall’Ente idrico pugliese. L’Assessore Amati su questo punto ha assicurato che AQP ha registrato un congruo avanzo di gestione che sarà ratificato con l’approvazione del bilancio 2010 in programma a  fine mese.

"Siamo i primi in Italia - ha ricordato l'assessore regionale alle Opere Pubbliche, Fabiano Amati - che legiferano sulla gestione pubblica del servizio idrico, dopo la consultazione referendaria. Queste sono battaglie che valgono una vita politica". Anche il presidente Vendola, prima del voto, ha parlato di “acqua pubblica come battaglia planetaria”  e della necessità di introdurre su larga scala una cultura diffusa sugli usi comportamentali della risorse acqua,  codificando il  principio che “chi spreca paga”.

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