Il bilancio 2018 del sindaco Decaro: "Bonifiche, cultura e cantieri. Baresi fieri della propria città"

Il primo cittadino ha fatto un riassunto dell'anno che sta per finire: "Serve una presa di coscienza sull'inciviltà, dai botti ai rifiuti. Palagiustizia? Ripartire dai 30 milioni per il Polo alle Casermette"

"I baresi tornano a essere fieri della città, i cittadini lo sono sempre per il legame identitario, ma non ci vergogniamo più di esserlo".  Il sindaco Antonio Decaro usa più volte la parola 'orgogliosi' per riassumere il 2018 dell'Amministrazione comunale. La conferenza stampa di fine anno, l'ultima del quinquennio del suo mandato, prima delle elezioni di maggio 2019, è stata l'occasione per fare un bilancio degli ultimi mesi ma anche, in parte dell'intera consiliatura: "Siamo una città del Sud diversa - ha affermato il primo cittadino - dallo stereotipo che viene raccontato. Lo si percepisce anche da parte dei baresi che sono rientrati dalle feste. Abbiamo completato bonifiche importanti, dalla Fibronit al Gasometro. Siamo orgogliosi di vivere i tanti eventi culturali in città, dalla mostra di Van Gogh nel Margherita riaperto dopo 38 anni, al Petruzzelli che in questi giorni propone la Traviata, fino al Castello Svevo per il San Nicola dei Bambini" al quale si aggiungerà il grande concerto di capodanno "su un palco da 46 metri davanti al Piccinni, il più grande palcoscenico mai costruito in città per eventi".

I momenti più difficili del 2018

Decaro ha sottolineato due degli momenti più difficili vissuti dalla città nel 2018: "I baresi hanno saputo scongiurare la possibilità del fallimento della Fiera del Levante grazie ad imprenditori e commercianti che si sono messi in gioco, hanno preso per mano la situazione e rilanciato con una nuova Campionaria e fiere specializzate. L'altro problema è stato rappresentato dal "'fallimento' del Bari calcio" precipitato in serie D. Siamo ripartiti dai campi di periferia e 12mila persone vanno allo stadio la domenica". 

"Serve presa di coscienza sull'inciviltà"

Sul fronte della solidarietà, invece, il primo cittadino esprime la sua soddisfazione più grande: "Quattrocento senza tetto prima vivevano in una tendopoli, adesso hanno imparato a conoscere l'esperienza delle cohousing, ovvero appartamenti e cucine in condivisione. Per questa ragione circa la metà non ha prenotato pranzi e cene per i poveri durante le Feste, perché le fanno all'interno di queste strutture. Purtroppo non abbiamo dimezzato la povertà ma abbiamo dato a queste persone la possibilità di affrontare un percorso d'autonomia". Tra le note dolenti, spicca l'inciviltà di sporcaccioni e amanti dei botti: "Quello che è successo il 24 per petardi, dal Libertà alla città vecchia, è stato devastante - rimarca Decaro - E' necessario che ci sia una presa di coscienza da parte dei cittadini" mentre c'è rammarico "per non aver completato il porta a porta. Da gennaio cominceremo al San Paolo". 

Palagiustizia, "proseguire nella direzione del Polo alle Casermette"

Infine, sulla questione del Palagiustizia, l'auspicio di riprendere il dialogo con il governo: "Mi sono preso - ha detto Decaro -l'irresponsabilità di far continuare l'attività giudiziaria all'interno di un tribunale che era rischio crollo, con le dovute cautele, contro il parere del Ministero. Mi assumerò la responsabilità di stimolarlo a dare seguito all'accordo che ho sottoscritto col precedente ministro della Giustizia nel quale venivano messi a disposizione 30 milioni per il Polo alle ex Casermette. Risolto temporaneamente il problema del Tribunale penale, il mio timore è quello che ci possano essere anche tra qualche mese disagi nella sede di piazza De Nicola".

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