Di Gioia conferma le sue dimissioni e critica Emiliano: "Assessorato ingolfato, responsabilità politica"

A vuoto l'estremo tentativo di un passo indietro attraverso un incontro con il governatore che, secondo l'esponente foggiano "non può ergersi in corso d'opera a risolutore di situazioni che ha contribuito anche lui a creare"

"Tornare a fare l'assessore sapendo di non avere una struttura e orientamenti complessivi idonei per risolvere le questioni in campo, che senso ha? Non è la persona singola che può essere un risolutore". Leonardo Di Gioia conferma le dimissioni annunciate tre giorni fa dall'Assessorato regionale all'Agricoltura, parlando ai giornalisti all'indomani dell'ultimo incontro, avuto nella serata di giovedì, con il governatore Michele Emiliano il quale, peraltro, aveva invitato l'esponente foggiano a tornare sui suoi passi Il tentativo di ricucitura è andato a vuoto e Di Gioia ha così voluto organizzare una conferenza stampa per spiegare le ragioni del passo indietro.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'ipotesi annunciata da Emiliano di creare un coordinamento in Presidenza sulla questione Xylella a poche ore dalla protesta dei 'gilet arancioni' con i trattori per le strade del centro di Bari. Di Gioia non ha gradito una nuova 'incursione' del governatore scavalcando di fatto l'Assessorato: "Penso che il presidente - ha affermato Di Gioia - abbia caratterialmente la vocazione a entrare in tutte le materie, anche per il rapporto che ha con gli elettori" aggiungendo però che "non può ergersi in corso d'opera a risolutore di situazioni che ha contribuito anche lui a creare. Non può essere come un passante che si accorge dei manifestanti e decide di risolvere in maniera taumaturgica i problemi traslandoli di 500 metri da questo ufficio", ovvero nella sede della Presidenza regionale sul lungomare, "credo non sia corretto per gli agricoltori. Il presidente può sempre occuparsi di agricoltura. Deve avere il garbo di venire in Assessorato e partecipare a tutti i tavoli di concertazione e mediazione. Le vertenze dei giubbotti arancioni o della Coldiretti non possono essere risolte cambiando semplicemente lo scenario".

Di Gioia denuncia anche mancanze a livello di personale e di fondi, affermando che l'Assessorato è stato lasciato "sguarnito" nonostante l'inserimento di giovani vincitori di concorso che, in molti casi, hanno preferito scegliere altri ambiti operativi: "Si può lavorare senza sapere i fondi che abbiamo a disposizione? -rileva Di Gioia - E' possibile che in Regione nessuno si ponga il problema di organizzare concorsi, ad esempio per gli agronomi, in modo da ottenere competenze durature per l'Assessorato? 

"Se continuiamo a raccontare agli agricoltori  - attacca l'ex assessore - che chiediamo i soldi del Patto per la Puglia al ministro per il Sud Lezzi come risorse aggiuntive e poi quando facciamo il riparto non mettiamo l'agricoltura tra le priorità, credo sia normale che anche lei possa avere obiezioni sulla divisione dei fondi da noi operata. La Regione è in grado di rimodulare o no i soldi del patto e poi di chiedere risorse aggiuntive al Ministero oppure questo equivoco degli agricoltori deve continuare per molto tempo?" aggiunge Di Gioia che chiede chiarezza a Emiliano:

"Se l'agricoltura è una priorità veramente che si faccia veramente quello che non siamo riusciti a fare. Si chiarisca il ruolo di Arif: il direttore fa quello che ritiene giusto in un coordinamento con la Presidenza, saltando la programmazione con l'Assessorato e compromettendo le attività di stabilizzazione che dobbiamo fare.

A ingolfare ancor di più l'Assessorato, rileva Di Gioia, anche la questione Xylella, "per averla portata fuori dal Tema del Commissariamento, avviando le nostre strutture di numerose incombenze. C'è una responsabilità politica nell'aver contribuito a rallentare l'operatività". Infine una valutazione sul passato e una sul futuro: "Forse la mia voce - ha detto - non è stata così autorevole in Giunta ma poiché manca un anno e mezzo alla fine del mandato abbiamo molte cose alla portata, come i Piano di Sviluppo Rurale, siamo nelle condizioni di chiudere le stabilizzazioni con Arif,, assieme alle attività connesse alla Xylella. Penso ci siano le condizioni per poter ottenere risultati". Si apre adesso la partita per il suo successore che verrà scelto presumibilmente nei prossimi giorni.

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