Sviluppo urbano e proposte strategiche, Tedesco: "I baresi al centro delle scelte"

Docente universitaria ed esperta di pianificazione del territorio, il neo-assessore comunale all'Urbanistica dovrà affrontare nodi cruciali per la crescita della città, dal recupero degli spazi, alla redazione del nuovo Pug: "Sostenibilità e riuso dell'esistente"

Una delega pesante e strategica, con tanta carne al fuoco sin dal primo giorno. Sulla scrivania della professoressa Carla Tedesco, nuovo assessore comunale all'Urbanistica e alle Politiche del territorio, transiteranno pratiche importanti e cruciali per il rilancio della città. Docente di Costruzione e Gestione di politiche urbane alla Iuav di Venezia, Tedesco ha accettato la proposta del sindaco Antonio Decaro di 'ritornare' a casa, mettendosi al servizio dei baresi.

Assessore, come sta vivendo i primi giorni del suo nuovo incarico?

"C'è tanto da lavorare. Ho avuto subito modo di conoscere i dipendenti della ripartizione Urbanistica ed Edilizia privata e stiamo cominciando ad affrontare le questioni con un panoramica generale. Presto entreremo nel merito".

Bari ha bisogno di uno sviluppo organico e moderno, a cominciare dalla riformulazione di un nuovo Piano Urbanistico Generale, la cui discussione prenderà corpo nei prossimi mesi. Su quali principi si basa la sua visione di città?

"Dal punto di vista urbanistico, Bari ha a che fare con regole ormai datate. L'ultimo Piano Urbanistico risale agli anni '70 ed era pensato per una realtà in espansione, attraverso un modello di sviluppo totalmente diverso da quello odierno. Oggi ci orientiamo verso la sostenibilità e la ricucitura di pezzi di territorio. Prima c'era l'illusione di una crescita illimitata, adesso invece non è importante solo il sistema delle regole, ma anche una visione strategica e l'idea di città alla base del progetto, condivisa con i cittadini. Urbanistica significa disegnare il futuro".

Pezzi di città slegati ed aree da ripensare, come ad esempio il Lungomare Sud. Come intendete agire in tal senso?

"Quella zona, pur non essendoci progetti pronti a partire nell'immediato, possiamo dire che farà parte delle strategie del nuovo Pug. I cittadini dovranno immaginarlo attraverso i progettisti: sarà un lavoro collettivo. Sono contraria all'idea del piano d'autore, perché lo ritengo qualcosa di superato. In ogni caso, posso dire che il Piano Urbanistico regionale ci tutela da interventi invasivi che non sarebbero possibili a causa di numerosi vincoli. Assieme ai cittadini sceglieremo gli orientamenti da seguire".

Spazi da recuperare e luoghi simbolo da restituire alla collettività. In mente vengono Rossani e Manifattura dei tabacchi, ma la lista sarebbe lunga...

"Per la Manifattura, il riuso deve far parte di un'azione complessiva. Riduzione del consumo di suolo e degli impatti paesaggistici, bioedilizia: saranno queste le linee guida su cui ci baseremp. Sulla Rossani è importante che tutti gli attori urbani partecipino alle decisioni, cercando idee comuni che siano inserite in una visione strategica della città. Ad esempio, sono favorevole a una concertazione per il progetto 'Baricentrale'.

Il Pug fa parte dell'agenda a medio termine. Tempi di approvazione?

"Non è stato ancora definito un cronoprogramma, ma seguiremo un metodo di discussione collettivo".

Da neo-assessore, se la sente di fare una promessa ai cittadini?

"Bari è una città che aspira ad avere un ruolo importante: è stato fatto molto, anche tante operazioni invisibili, come ad esempio le bonifiche dall'amianto che consentono oggi di poter lavorare e di sfruttare un potenziale urbano notevol,  di un capoluogo che vuole essere vivibile e fatto per le persone. Farò del mio meglio per avere i cittadini al centro delle strategie urbanistiche di Bari".  

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