Spending review, abolita la Provincia. Bari sarà 'città metropolitana'

Anche se rinviato, il provvedimento dovrebbe rientrare nella 'fase tre' del piano riordino della spesa pubblica e comportare la soppressione dell'ente dal 1 giugno 2013

Abolizione della Provincia e creazione della 'città metropolitana'. Tocca da vicino anche Bari la 'spending review', il piano di 'razionalizzazione' della spesa pubblica messo a punto dal governo Monti. Una rivoluzione che partirà dal 1 giugno 2013, anche se per il momento non è stata ancora ufficialmente approvata. Il provvedimento, infatti, in un primo momento incluso nella 'fase due' del piano oggi al vaglio del Consiglio dei Ministri, è stato rinviato alla 'fase tre', con un decreto legge che potrebbe arrivare già ad agosto.

COSA CAMBIA  - Le Province italiane interessate dal provvedimento del governo sono in tutto dieci: oltre a Bari, anche Roma, Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Venezia, Napoli e Reggio Calabria. Il territorio della nuova citta' metropolitana coincidera' con quello della provincia soppressa. La struttura amministrativa verrà semplificata e alleggerita: gli organi rappresentativi saranno il consiglio e il sindaco metropolitani. I membri del consiglio verranno eletti tra i sindaci dei Comuni dell'area. Nel caso specifico di Bari, gli effetti della costituzione della 'città metropolitana' si sommeranno a quelli derivanti dall'abolizione della Bat (anche questa non ufficializzata, ma attesa per agosto), che farebbe confluire nell'area metropolitana barese altri sette Comuni.

L'UPI: "TAGLI INSOSTENIBILI, COLPITI GLI ENTI VIRTUOSI" - Molto critica la posizione dell'Unione delle Province Italiane sugli orientamenti del governo, espressa in una lettera aperta inviata a tutti gli esponenti dei partiti politici.  “Si tratta di tagli lineari a Regioni, Province e Comuni - si sottolinea nella nota -  che non premiano l’efficienza degli enti e incidono direttamente sui servizi ai cittadini". “Non c’è nessuna riqualificazione della spesa – prosegue il testo – ma l’ennesima manovra che fa pagare i conti della crisi agli Enti locali, e quindi direttamente ai cittadini". Per l'Upi, insomma, a fare le spese dei tagli decisi dal governo saranno soltanto i cittadini. "Il taglio - evidenzia l'Upi - è strutturale, e comporta, di fatto, l’impossibilità per le Province di assolvere alle loro funzioni: non avremo più risorse per la manutenzione delle strade, per le scuole, per effettuare i servizi di salvaguardia e tutela del territorio, dovremo chiudere i Centri per l’impiego. Come si può - conclude la nota - proprio in  un momento come quello che stiamo attraversando, privare i cittadini sempre più colpiti dalla crisi, anche dei servizi pubblici essenziali?”.

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