Consiglio ad alta tensione sulla Cassa Prestanza, in aula di scena la protesta dei dipendenti comunali

I lavoratori hanno voltato le spalle al sindaco durante il suo intervento. Il primo cittadino: "Nominerò un tecnico affinchè vi siano controlli rigorosissimi per capire l'entità dello squilibrio". Critiche dalle opposizioni sulla gestione

Foto consigliere Giuseppe Carrieri

Seduta decisamente movimentata, in aula 'Dalfino' del Consiglio comunale dove si è affrontato il tema della Cassa di prestanza dei dipendenti, all'indomani della protesta sotto la pioggia proprio davanti a Palazzo di Città per chiedere rassicurazioni su buonuscite e fondi versati nel corso degli anni attraverso una parte degli stipendi. I lavoratori, seduti nella zona dedicata al pubblico, hanno voltato le spalle al sindaco Antonio Decaro, al momento del suo intervento. In precedenza numerosi battibecchi sono scoppiati tra i dipendenti e il vicesindaco Introna, presidente della Cassa, il quale ha esposto, non senza difficoltà 'ambientali', il suo resoconto sulla questione.

La questione coinvolge 1300 dipendenti

La vicenda coinvolge 1300 lavoratori: negli ultimi anni i dipendenti hanno versato circa 14 milioni di euro mentre 11 sono usciti dalle casse comunali. Negli ultimi anni, tra lavoratori da liquidare e riduzione delle entrate, la situazione è diventata sempre più difficile. A vuoto, inoltre, sono andati due tentativi di riforma della Cassa, con l'obiettivo di renderla sostenibile ed evitare rischi default: le due proposte del 2012 (da parte dell'allora assessore Giannini) e del 2016, da parte dell'attuale assessore Tomasicchio, all'epoca presidente della Cassa, non sono andate in porto. Tra gli obiettivi, falliti, c'era anche quello di cambiare il sistema di contributi, passando dal retributivo al contributivo. Nulla è stato realizzato. Per far comprendere gli peculiarità gestionali della Cassa di Prestanza, il primo cittadino ha citato tra gli esempi il caso di un dipendente che, a fronte di circa 15mila euro versati, ne ha ricevuti, alla fine, ben 45mila.

"Nominerò un tecnico per far luce sulla vicenda"

Decaro ha annunciato che domani nominerà un tecnico per far luce sulla situazione di bilancio della Cassa che, dal 2016, dopo un'indagine della Procura della Corte dei Conti, ha dovuto far fronte al blocco del contributo di 500mila euro del Comune e della riduzione di quello versato (il 3% circa dello stipendio) dai dipendenti, per via delle riduzioni del personale imposte dal blocco delle assunzioni e anche a causa delle sempre meno iscrizioni da parte dei lavoratori. A pesare, su questo aspetto, l'incertezza sullo futuro stesso della cassa, in vista di importanti riforme riguardanti il Welfare aziendale a livello nazionale e non solo: "Affiderò ad un tecnico il mandato - ha spiegato Decaro nel suo intervento - affinchè vi siano controlli rigorosissimi per capire l'entità dello squilibrio. Le carte - ha accusato il sindaco - spesso non sono arrivate e bisogna capire cosa sia successo".  In particolare, Decaro ha avuto un vivace scambio con i rappresentanti sindacali, in piedi tra il pubblico: "Venite al tavolo della contrattazione - ha chiesto Decaro - perché probabilmente riusciamo a trovare una mediazione" per salvare quantomeno i soldi versati.

Duello Amministrazione-Opposizioni

Poi, un attacco alle opposizioni (dal centrodestra al M5S) che avevano presentato diversi ordini del giorno, tra i quali vi erano quelli dei consiglieri Melini (Misto) e Carrieri (centrodestra): "Se siete convinti che possano garantire i cittadini, approvateli. La ricerca della verità è pià preziosa del suo possesso - ha aggiunto citando Albert Einstein - . Io a differenza di altri sono alla ricerca di una verità che possa far recuperare ii soldi ai dipendenti". La replica della cosigliera Irma Melini: "L’amministrazione Decaro - ha dichiarato - se ne frega dei dipendenti comunali. Questa è la verità. Mi sono battuta in Aula per ribadire che la Cassa è un ente pubblico e non un soggetto privato e a dirlo non sono i pareri degli accademici che cita l’amministrazione Decaro, bensì il Mef che nel 2010 ribadisce che il Comune di Bari è 'controllore della cassa, ne presiede il CdA, gestisce il servizio di cassa, approva il bilancio preventivo e il conto consuntivo' e ne ha versato dal 1924 soldi pubblici. Invece - conclude - questa Amministrazione prima con il blocco del contributo comunale, poi con quello della buonuscita vìola lo stesso statuto voluto e approvato dal Comune di Bari".

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