Comune, nel mirino la 'cassa di prestanza'. Il M5S: "Cambiare sistema"

Opposizioni contro l'ipotesi di rifinanziamento del Comune. Mangano: "Passare al sistema contributivo. Non siamo contro i dipendenti ma chiediamo si guardi alla comunità"

"Non è più ammissibile una gestione basata sul sistema retributivo. Il Comune non può continuare a versare soldi che potrebbero essere utilizzati per altri progetti". Il consigliere comunale del M5S, Marco Mangano, interviene sulla questione della 'Cassa di prestanza' per i dipendenti comunali, il 'tesoretto' spettante a chi ha lavorato a Palazzo di Città al momento dell'entrata in pensione, proporzionato, ovviamente, in base al proprio ruolo (in ultima busta paga) e ai contributi versati. Un provvedimento nato negli anni '20 del secolo scorso per tutelare i lavoratori e la loro vecchiaia. Si tratta di alcune decine di migliaia di euro a testa che, moltiplicate per circa 1700 dipendenti a cui spetterebbe, diventano una cifra notevole per le casse cittadine.

La riduzione degli iscritti e dei relativi contributi, sta creando squilibri nel budget. Il Consiglio comunale convocato ieri avrebbe dovuto rimpinguare il bilancio della 'prestanza' con altre 500mila euro ma tutto è stato rimandato al prossimo appuntamento del 21 gennaio. Sulla questione però le opposizioni non ci stanno: nei giorni scorsi, in Commissione Personale, M5S e Centrodestra, appoggiati anche dalla Maggioranza, hanno sollevato all'unanimità il problema: "Lunedì prossimo - afferma Mangano - inconteremo l'assessore Tomasicchio, la referente della Cassa, Lupelli, e il dirigente della Ripartizione di riferimento, Ninni, per avere spiegazioni. Il Comune di Bari, come ente pubblico, può creare qualcosa riguardante gli aspetti contrattuali del dipendente, finanziandola? Se vi sono state azioni non a norma di legge saremmo di fronte a un grosso danno erariale". I dipendenti, allarmati che potessero perdere i 'diritti' acquisiti negli anni versando la somma mensile, hanno raccolto firme a sostegno dello status quo. Dalle opposizioni, però, non c'è intenzione di muovere guerra ai lavoratori: "Vogliamo tutelarli - dice Mandano - ma anche far rispettare una logica contributiva. I soldi stanziati dal Comune verrebbero così dirottati verso altre iniziative per la comunità". 

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