"Primarie per il candidato sindaco del centrodestra", la proposta di Cassano per le Comunali 2019

L'esponente di Forza Italia ha fatto il punto con alcuni alleati della coalizione sul recente risultato elettorale. La risposta di Vitali: "Serve un altro metodo"

Per scegliere il candidato del centrodestra alle prossime Comunali baresi 2019 "bisogna fare le primarie, ovvero il contrario di ciò che è stato fatto fino ad ora" puntando su figure che rappresentino il territorio evitando "nomi imposti": a guardare avanti è Massimo Cassano che traccia un bilancio dopo la vittoria del M5S alle ultime Politiche, con lo schieramento che comprendeva Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Nci a spartirsi solo i posti del Proporzionale avendo perso tutti i collegi uninominali pugliesi. Una tornata elettorale non soddisfacente per il centrodestra in ottica governativa e che, in ogni caso, sarà la base per impostare il confronto in vista delle Amministrative del prossimo anno nelle quali il piatto forte è rappresentato dalla scelta nel capoluogo regionale. Cassano ha dato appuntamento a sostenitori e altri partner della campagna elettorale nella sala conferenze dell'Interporto del San Paolo: "Per il futuro - afferma - pensiamo di poter mettere in campo anche 4-5 liste civiche per il Comune e un paio per la regione. Ci sarà la possibilità di confrontarci con gli alleati e tutti coloro che vorranno candidarsi al sindaco, senza dover chiedere l'elemosina al personaggio che di fatto ha gestito le sconfitte sbagliate". Primarie e ascolto del territorio per evitare una nuova valanga a Cinquestelle: "Basta con i metodi sbagliati - sostiene Cassano -. Consiglio agli amici di Fi a livello nazionale di far governare i Cinquestelle. Solo così potremmo capire la loro capacità di mantenere gli impegni assunti in campagna elettorale. In caso contrario i pentastellati potrebbero avere percentuali bulgare in futuro".

"Gente ha creduto alle favole del M5S"

Dall'ex senatore è arrivata anche una disamina delle ore successive alla chiusura delle urne: "Nella mia testa - racconta - è passato di tutto. E' stato un momento difficile. Si è trattato di una duello elettorale impossibile nella quale abbiamo fatto il massimo partendo da numeri piccoli e arrivando al 25-26% a Bari e in centri come Bitonto. La gente ha deciso di credere alle favole di questi signori, eleggendo persone che non rappresentano il territorio". La colpa di tutto ciò, aggiunge, è di chi ha "inventato una legge balorda che ha danneggiato anche il centrodestra e Fi". Per Cassano "bisogna andare avanti cercando di convincere chi vuol fare politica senza consenso a mettersi da parte per non essere più presente" ricordando che in passato il centrodestra "ha avuto dei giganti" seguiti da "nani che hanno fatto politica per tornaconto personale", lasciando il Sud "abbandonato" e alla mercé del voto pentastellato. Filippo Melchiorre, anche lui sconfitto agli uninominali e non ripescato in Parlamento, guarda avanti: "Già sento parlare di scontro con Cassano - spiega l'esponente di Fdi - . Innanzitutto siamo amici e con lealtà si costituisce il centrodestra. Alla fine con chi abbiamo perso? Al Senato ci ha battuto un candidato che ha una società col capo di gabinetto di emiliano. La rabbia ha prevalso sulla ragione. Chiunque non avrebbe potuto ottenere un risultato migliore".

Vitali: "Neppure candidando Madonna il risultato sarebbe cambiato"

Sull'ipotesi delle primarie è intervenuto il senatore Luigi Vitali, coordinatore pugliese di Fi, giunto in ritardo per un curioso contrattempo con il gps dell'auto: "Le primarie - afferma -  sono uno strumento da codificare. In principio non sono contrario ma non abbiamo un regolamento che possa valere per tutti. Spesso alle primarie, tra l'altro, vince il candidato più organizzato. Si aprirà comunque un confronto nel centrodestra e le liste civiche. Se alla fine si tratterà di usare questo tipo di procedimento non sarà la soluzione migliore ma la meno peggio. Troverei altri strumenti e altre formule per scegliere i candidati". Secondo l'esponente forzista, oltre la sconfitta, c'è comunque da considerare che "siamo passati dal 10 al 20% in 3 anni e abbiamo migliorato la media nazionale. Neanche se avessimo candidato Madonna il risultato sarebbe cambiato. Bisogna rimboccarsi le maniche per fermare un'ondata Cinquestelle ancora da decifrare".

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