Integrazione e comunità straniere in città, i candidati sindaco si confrontano per la 'Festa dei Popoli'

All'appuntamento hanno preso parte Antonio Decaro (centrosinistra), Sabino De Razza (Bari Città Aperta) e Irma Melini (Irma Melini per Bari). Assenti gli altri tre aspiranti sindaco

Integrazione tra culture diverse, città più inclusiva e rapporti tra le diverse comunità che compongono la città di Bari: la campagna elettorale verso le Comunali del 26 maggio tocca anche temi più sociali attraverso il confronto, tra i candidati organizzato dall'associazione 'Murattiano' in occasione della Festa dei Popoli, in programma questo weekend.

Antonio Decaro (centrosinistra), Sabino De Razza (Bari Città Aperta) e Irma Melini (Irma Melini per Bari) hanno partecipato al confronto tenutosi nella sede di Confcooperative a Mungivacca, luogo 'd'emergenza' al posto del vicino giardino Princigalli per il rischio pioggia. Assenti gli altri tre esponenti in corsa per Palazzo di Città, Pasquale Di Rella (Centrodestra), Elisabetta Pani (M5S) e Francesco Corallo (Pensionati e Invalidi-Giovani insieme). 

Il dibattito ha visto i candidati sindaco rispondere alle domande su quanto sia effettiva l'integrazione in città e su cosa si possa fare in futuro: "Prendo l'impegno - ha dichiarato Decaro - di un maggior rapporto con le associazioni. Spero che con il tempo gli immigrati della nostra città non abbiano più bisogno di tavoli specifici e consulte e possano partecipare alla vita cittadina in piena comunità con chi in questa città é nato e vive da tempo". Decaro ha ricordato il lavoro effettuato negli ultimi anni per dare "a tutti la dignità di avere un tetto per la testa. Abbiamo trasferito 826 utenti stranieri nei dormitori e nei centri dedicati della città".

Sabino De Razza ha invece rimarcato il percorso della vecchia Consulta che raggruppava 30 comunità straniere in città: "Era un percorso da perfezionare nel tempo. L'ascolto, la condivisione e la comunicazione con le comunità ci consentiva di intervenire. Ad oggi i migranti si sono auto organizzati e abbiamo una città con una ventina di luoghi dove comunità si riuniscono per le attività ma non collaborano. L'obiettivo é fare in modo che gli stessi migranti siano attivi. A mio avviso le loro condizioni di vita sono peggiorate".

Anche Melini ritiene la diversità un valore e un "arricchimento. Mi sono sempre detta quanto sia poco accogliente questa città perché nelle altre realtà. Una moschea deve essere realizzata anche dalle istituzioni, ad esempio, e sarebbe più 'controllata'. Tutti dovrebbero avere un luogo dove esprimersi". Poi le critiche all'amministrazione attuale: Sui campi rom non é stato fatto molto e si poteva fare decisamente di più".

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