Il manifesto per Bari di Mimmo Di Paola: "Cinque sfide da vincere. Comunali? Non presento liste"

Il fondatore di Impegno Civile non 'scende in campo' direttamente per le Elezioni Comunali in programma a maggio ma apre al sostegno alle coalizioni: "Appoggeremo chi sosterrà le nostre istanze"

"Non presenterò alcuna lista, la nostra è un'associazione aperta a tutti, indipendentemente dalle simpatie politiche, dal credo religioso, dal colore e dal genere. Appoggeremo chi sosterrà le nostre istanze", ovvero cinque 'sfide' per il rilancio di Bari: a differenza di cinque anni fa Mimmo Di Paola, fondatore di Impegno Civile, non 'scende in campo' direttamente per le Elezioni Comunali in programma a maggio. nel 2014 guidò la coalizione di centrodestra che al ballottaggio venne sconfitta da Antonio Decaro. Quindi, quattro anni di Consiglio a Palazzo di Città con le dimissioni della scorsa estate. Adesso, l'imprenditore e già amministratore di Aeroporti di Puglia, si pone all'esterno, in posizione 'centrale' rispetto alla contesa politica e al gioco delle alleanze, lanciando un Manifesto programmatico verso il quale auspica convergenze da chi è in corsa per diventare sindaco.

I cinque punti del manifesto di Mimmo Di Paola

Nessun no pregiudiziale a centrosinistra e centrodestra. Il progetto di Mimmo Di Paola si articola in cinque nodi principali: "Risolvere l'emergenza giudiziaria con una sede adeguata, dopo le figuracce dello scorso anno, un sistema idrico e fognante che possa guardare ai prossimi 50 anni come orizzonte di programmazione e fruizione, ma anche un vero Piano Urbanistico Generale per la città, l'apertura reale del porto ai cittadini e ai turisti e un efficace marketing territoriale". Non mancano le critiche anche a progetti in corso come quello del waterfront di San Girolamo: "La costruzione centrale è da demolire. Ci piacerebbe anche capire se è stato il Politecnico a sbagliare la relazione sul piano meteo marino o se il Comune non l'abbia applicata a dovere".

"Amministrare una città non è facile"

Di Paola chiede un efficientamento della macchina amministrativa e propone progetti obiettivo per lo sviluppo: "E' inevitabile agire in tal senso - aggiunge - perchè la città non progredisce, si accontenta delle apparenze e non può dedicare risorse al Welfare, una visione che non ci porta da nessuna parte.  In città c'è bisogno che qualcuno che possa dare la garanzia di non avere interessi personali. In passato sono stato un candidato di Impegno Civile appoggiato dal centrodestra. Noi sosterremo chi prenderà precisi impegni". L'ex consigliere comunale, dunque, conferma di non voler entrare nell'agone per un posto in aula 'Dalfino': "Appoggeremo chi sosterrà le nostre istanze. Non abbiamo un elemento pro o contro qualcuno, mi rendo conto che amministrare una grande città non sia facile". A fotografare la situazione di Bari ci penserà anche un rapporto da lui commissionato a Tecné: un dossier per fare il punto sullo stato del capoluogo pugliese, con il quale avviare un dibattito e un confronto per le prossime settimane. 

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