"No alla svendita ai bolognesi", il centrodestra diserta l'apertura della Fiera

Le opposizioni attaccano la gestione attuale: "Debiti da 13 milioni e fatturato sceso a 3. Serve una Fiera più piccola gestita con le forze economiche del territorio"

"Non vogliamo che la Fiera del Levante venga 'svenduta' a quella di Bologna. Si tratta di una soluzione a nostro avviso svantaggiosa": a pochi giorni dall'inaugurazione dell'81ma Campionaria, il centrodestra in Consiglio comunale a Bari, critica, ancora una volta, la gestione dell'Ente fieristico e il sempre più vicino passaggio di quote societarie dagli storici soci istituzionali alla newco composta da Camera di Commercio e Fiera di Bologna. Nel corso di una conferenza stampa, a cui hanno partecipato i consiglieri comunali Giuseppe Carrieri (Impegno Civile), Filippo Melchiorre (Fratelli d'Italia) e Romeo Ranieri (Ap), assieme al consigliere del Municipio II Luca Troisi (Ic), le opposizioni hanno annunciato che diserteranno l'apertura ufficiale di sabato. All'iniziativa parteciperanno anche il consigliere Fabio Romito (Misto) e il vicepresidente del Consiglio comunale, Pasquale Finocchio: "Non vogliamo essere presenti - spiega Melchiorre - anche perché vi sarà il sindaco di Bologna, Virginio Merola. Avvallare questa operazione significa regalare al Nord un patrimonio culturale e storico del territorio". Per questa ragione saranno affissi, in città, manifesti di protesta contro la nuova gestione.

Fiera del Levante 2017, tutte le novità

Il centrodestra ha quindi ripercorso le ultime tappe della gestione dell'Ente Fiera: "Ad agosto - afferma Giuseppe Carrieri - è stato pubblicato il bilancio 2016 con una perdita di 712 mila euro. I debiti sono di 13 milioni e il fatturato è sceso da 5 a 3 milioni. Crediamo che il commissario Bisceglia abbia fallito la sia missione. Si parla di numeri record? La Fiera non ha mai avuto un fatturato così basso. Dovrebbe servire a promuovere la Puglia nel mondo ma gli imprenditori della regione non si fanno avanti. A questo punto è giusto chiedersi se questa Fiera serva o meno". Dalle opposizioni la proposta di un riassetto di quartiere e padiglioni: "Servirebbe una Fiera più piccola - affermano i consiglieri - che venda alcune parti per costituire un polo dello svago, si specializzi nella green economy e che veda nell'organizzazione banche locali, associazioni di imprenditori del territorio ed enti baresi".

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