Aria di nuovo governo nel parterre della Fiera: plausi dagli alleati M5s e Pd. Stroncature dal centrodestra

Le voci della politica alla cerimonia d'apertura: consonanze di toni e argomenti tra i pentastellati e il centrosinistra. Moltissimi esponenti di Lega e Fdi disertano l'inaugurazione

L'aria del nuovo governo irrompe alla cerimonia inaugurale dell'83esima Fiera del Levante. Accenti, approcci e toni completamente diversi rispetto a soli 12 mesi fa quando l'Italia era nella 'luna di miele' del governo giallo-verde e Giuseppe Conte era mediatore tra M5S e Lega. Adesso, con l'esecutivo formato da pentastellati, Pd e Leu, sono stati letteralmente ribaltati rapporti, prospettive e parole utilizzate, circostanza insospettabile solo fino a 2 mesi fa. Dal plauso dei sindacati ("ci sono i presupposti per politiche condivise in favore delle parti sociali" dice Pino Gesmundo, segretario Puglia Cgil), a quello della classe politica locale e cittadina, ovviamente di centrosinistra. Tra i vocaboli scelti maggiormente dal premier c'è Mezzogiorno, con riferimento anche alla questione delle autonomie differenziate, fonte di screzi nella vecchia maggioranza: "L'invito ai tanti esponenti delle classi dirigenti del Sud - ha dichiarato il neoministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia - è che bisogna spiegare bene il concetto di un'autonomia capace di declinarsi in sussidiarietà per diventare lotta all'ineguaglianza al Sud come al Nord, altrimenti diventa propaganda politica. Quest'ultima la stiamo togliendo, facendo chiarezza e puntando sull'autonomia inserita nel titolo V della Costituzione, dove di parla di livelli essenziali delle prestazioni per tutti gli italiani",

Le prospettive della nuova alleanza rosso-gialla

La nuova alleanza rosso-gialla apre prospettive differenti per i democratici e i Cinquestelle, un tempo in forte contrapposizione tra loro: "Questo governo - spiega il segretario regionale dei Democratici, Marco Lacarra - appare sbilanciato verso il Sud, forse per la prima volta in questo Paese. Il piano prospettato dovrà diventare strutturato e siamo convinti che ciò possa verificarsi nei prossimi anni". Sull'ipotesi di alleanze alle Regionali 2020 tra il Pd e il Movimento, Lacarra si esprime così: "Al momento si tratta di discorsi da strateghi della politica. Non esistono però pregiudizi nei confronti di nessuno, tranne, ad esempio, verso partiti come la Lega, con la quale culturalmente siamo distanti anni luce. Col M5S c'erano punti sui quali avevamo delle convergenze e si tratta di limarli. Qualcuno come Fitto parla di governo abnorme. Mi chiedo cosa sia stato, allora, quello precedente". Sul 'nuovo inizio' tra Pd e M5S ha parlato anche il senatore pentastellato Gianmauro Dell'Olio: "Noi vogliamo leggi e proposte valide a prescindere dai partiti che le propongono e, come abbiamo sempre detto, se non avessimo avuto la maggioranza, avremmo chiesto disponibilità alle forze politiche in parlamento. Con il Pd c'era stato un tentativo lo scorso anno ma poi i possibili accordi erano saltati". 

Bocciatura totale dal centrodestra: Lega e Fdi disertano la cerimonia

Dal centrodestra, invece, pesanti critiche al discorso del premier. In sala non c'erano, praticamente, tutti i più importanti esponenti della Lega pugliese e barese: "Piuttosto che ascoltare le parole di un premier abusivo e illegìttimo, meglio andare alla festa di popolo di Pontida dove gli italiani liberi avranno modo di dire la loro su questo governo farsa" è il commento del segretario cittadino del Carroccio, Fabio Romito. Toni negativi anche dal deputato barese di Fratelli d'Italia, Marcello Gemmato, anche lui non presente alla cerimonia inaugurale: "Partecipare a un momento vuoto - dice - ripetuto e ripetitivo, stantio, dove il sindaco di Bari ci racconta che tutto va bene e che faremo, il presidente della Regione ci racconta che tutto va bene e che faremo, il presidente del Consiglio che tutto va bene e che faremo, tradisce la Verità, tradisce il Paese reale ed il popolo che vive una delle crisi più profonde ed assiste al teatrino della politica, dove chi è stato sonoramente battuto alle ultime consultazioni politiche si trova al governo e chi le ha vinte all’opposizione. Una ritualità autocelebrativa, dove pomposamente si ostenta il nulla. Perché di nulla parliamo, partendo dalla Fiera del Levante che da essere la campionaria riferimento dell’intera area del Mediterraneo si è ridotta a poco più di una fiera di paese". Netto, anche il giudizio negativo di Raffaele Fitto: "Qui aleggia il trasformismo e invidio la serenità con la quale il presidente viene a fare un discorso con un governo differente rispetto a poco tempo fa. Dichiarazioni imbarazzanti per un intervento di pura diagnosi in cui non vengono indicate terapie o soluzioni". 

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